Cultura Ragusa

Venturino, deputato grillino, e attore: Il mio mistero buffo

L’uomo di teatro neoeletto al parlamento regionale siciliano

Ragusa - È travolgente la cascata sonora del gramelot, nel brillante rifacimento del "Mistero Buffo", portato al Teatro Donnafugata di Ibla da Antonio Venturino per la stagione Teatro d'Attore. Volume due, la serata, bissa il successo dello scorso anno, quando Venturino inscenava a Ragusa il celebre monologo di Dario Fo, mantenendo nelle giullarate popolari, il valore paradigmatico di attacco non solo alla manipolazione delle menti e delle coscienze da parte di chi comanda, ma anche al conformismo. All'indomani dalla sua elezione a deputato regionale, col Movimento Cinque Stelle, Venturino spiega la sua adozione di una chiave d'accesso buffonesca, anticlericale, alla satira nei confronti delle facce violente del potere e di una cultura ufficiale che ne supporta l'egemonia.
Qual è il suo rapporto con Fo?
"Ho avuto il piacere di frequentarlo per poco. Ha sempre saputo della mia traduzione del Mistero Buffo in chiazzese, il vernacolo di Piazza Armerina, e ogni anno mi rinnova il permesso per rappresentarlo, anche se non è mai venuto a un mio spettacolo".
Guardiamo al "Mistero buffo", che, tramite l'irriverente accusa ai mali della chiesa, lei ha allargato alla demistificazione di tutte le declinazioni malate del potere costituito.
"I suoi contenuti sono di un'attualità mostruosa. Pensiamo alla Strage degli innocenti: sono le morti che non servono a nessuno. Si comincia una guerra, senza un motivo preciso, solo per ragioni politiche. Allora fu per evitare che ‘qualcuno' prendesse il posto di qualcun altro. Oggi qualcuno lo fa per legittimare la sua leadership all'interno della propria nazione. Altro esempio la storia del cieco e lo storpio: il tentativo dei due di coalizzarsi, pur di ottenere qualcosa. Quale esempio più attuale, se pensiamo alle coalizioni politiche, che in Italia nascono senza criteri"?
Le è piaciuto fare parecchie puntatine esplicite alla politica 2012. Da cittadino e da neodeputato, vede questa come una commedia o come una tragedia?
"La vedo come una tragedia, che può però avere un esito positivo. Da poco mi sono avvicinato alla politica, perché l'idea di stare a guardare dalla finestra non va più bene. Ognuno di noi deve fare qualcosa".
Uno sguardo all'assetto nuovo che si prospetta per la Sicilia.
"Siamo pronti a lavorare. In questo momento arrivano dei segnali importanti, che ci lasciano sperare bene, da parte del governatore, che ultimamente pare quasi ripetere quanto sostiene il Movimento Cinque Stelle, per esempio il concetto di piramide capovolta".
Crede necessario un ‘manifesto' che assegni alla cultura un ruolo centrale nel modello di crescita della Sicilia?
"La cultura non è qualcosa in cui buttare soldi a fondo perduto. Dobbiamo intenderla come industria trainante di quest'isola".
Come coniugherà l'impegno civile col teatro?
"Dedicherò molto più tempo alla politica, perché ho preso un impegno serio con molti giovani, che hanno sostenuto la mia campagna e le mie idee. Perciò ho già rinunciato a dei contratti a lungo termine. Limiterò la ricerca teatrale".
Da uomo di spettacolo, lei dà molta importanza alla comunicazione diretta. Come valuta la limitazione di Grillo all'accesso dei suoi ai media?
"Non c'è una negazione di Grillo ai media. Noi non partecipiamo al talkshow, perché, per come è organizzata la televisione, sono manipolati; non fanno un'informazione corretta. Ci esprimiamo liberi sui social network, sul web. In ciò concordo con Grillo"

La Sicilia

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