Cultura Giarratana

Centodieci anni fa l’eccidio di Giarratana

Ci affidiamo all’inchiostro del “Corriere illustrato della Domenica”

Giarratana - Centodieci anni fa i fatti poi passati alla storia come “l’eccidio di Giarratana”. Fatti tragici, dei quali molti hanno scritto e analizzato cause, protagonisti, effetti.

Per fornire il nostro contributo, e non riferire quanto altre – molte - volte e sempre più professionalmente di quanto potremmo fare noi, ricordiamo quei drammatici eventi riportando la notizia di uno dei tanti omicidi di quei giorni. In questo caso l’uccisione, da parte della folla giarratanese scesa in piazza, di un carabiniere. Ci affidiamo all’inchiostro del “Corriere illustrato della Domenica”, datato 26 ottobre 1902.

“A Giarratana era stato proclamato lo sciopero. Ma non tutti i lavoratori erano d’accordo, molti erano i dissidenti. Per evitare che commettessero violenze, essendo gli animi molto eccitati, intervennero i Carabinieri, e siccome volavano sassi, e si minacciavano serie colluttazioni, i Carabinieri, che erano armati di sole rivoltelle, spararono in aria. Quello fu il segnale dell’eccidio. I carabinieri furono circondati dalla folla, che, come invasa da follia di distruzione, li investì a colpi di sassi e di mazze. I militi, piegando sotto l’urto veemente, tentarono di difendersi. Ma, sopraffatti dal numero, esplosero altri colpi di rivoltella. Poi si videro i pennacchi rossi dei militi come sommersi dalle ondate della folla, sulla quale agitavansi furiosamente i bastoni. La mischia si fece spaventevole, tra urli di ferocia e di terrore, i Carabinieri furono stretti da ogni parte. Il carabiniere Antonino Giancastro fu dalla folla isolato dai compagni, tentò di difendersi colla rivoltella, ma dovette cercare scampo in una casa vicina. La folla, inferocita, lo inseguì nel rifugio, ebbra di furore e di sangue. Vedendo un grande agitarsi presso la casa ove erasi rifugiato i Carabinieri vi accorsero. Ma troppo tardi: egli era stato già finito dai suoi assalitori.”

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