Cultura Tv

Laura Salafia: Fenomenologia di Mike Bongiorno, campione di mediocrità

Un intervento trattao da La Sicilia

Catania - Nel 1961 il semiologo Umberto Eco pubblicò all'interno di "Diario Minimo" un famosissimo saggio: "Fenomenologia di Mike Bongiorno". Avvertendone la portata sociale cominciò una capillare analisi, in stile accademico, della tecnica comunicativa del conduttore.
Il saggista attribuiva i motivi del grande successo del presentatore alla sua «mediocrità assoluta»: in essa gli spettatori televisivi vedevano glorificato «il ritratto dei propri limiti». Quindi l'impostazione sociologica di Eco serviva, ancor prima di citare Mike Bongiorno, a parlare del consumismo televisivo, della mediocrità dei modelli che ammiccano dal piccolo schermo, proponendosi come ideali da imitare.
La scelta del personaggio, del presentatore di "Lascia o raddoppia", è quindi funzionale all'esemplificazione del concetto. Ecco dunque il ruolo del famoso presentatore televisivo: «Convince il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità». Il pubblico lo adora, non fa sforzi per uniformarsi a lui, per riconoscersi in lui, nella sua semplicità, nei suoi errori: con le famosissime "gaffe", «si trova già al suo livello», avverte un certo benessere, non sente complessi di inferiorità, anche se si trova davanti ad un idolo.
Nel delineare un quadro sociologico l'autore analizza con accuratezza i tratti personali ed i modi tipici che caratterizzano lo showman. La gaffe, afferma Umberto Eco, è l'estrinsecazione di un atto di sincerità che non si riesce a mascherare, essa nasce quando si è sinceri per sbaglio. Le sue gaffe divennero popolarissime. Derivavano molte volte da facili doppi sensi (sarebbe agevole citarle, ma non vorrei scadere nelle volgarità). Molte altre derivano da storpiature di nomi propri, altre ancora sono generate da inopportune interviste flash: da domande fuori luogo sul privato dei concorrenti, ad esempio la richiesta di notizie sui mariti di vedove dei quali si era già accertato il decesso. Il primato delle gaffe potrebbe essere attribuito, durante una puntata di "Rischiatutto", ad una improvvida pronuncia: «Pio ics» invece di «Pio X» oppure ad una sciagurata domanda riguardante ancora un Papa (Paolo VI): «Ma chi sarà questo signor Paolo VI, del quale non ho mai sentito parlare? ». È risaputo che Mike Bongiorno, all'inizio, non gradì questo saggio perché temeva che potesse nuocere alla sua carriera, ma Sabrina Ciuffini, valletta in "Rischiatutto", riferisce che il popolare presentatore le raccomandò di leggere il saggio di Eco, attribuendogli il segreto del loro successo.
In conclusione, mi sembra che sia doveroso affermare che la simpatia degli italiani per Mike è rimasta intatta, e vorrei ricordare le parole significative pronunciate durante uno scontro verbale con uno Sgarbi esagitato, mentre lo invitava inutilmente alla moderazione, ai tempi in cui l'Etna minacciava le case di Zafferana: «Io sono un ignorante, ma sono onesto! ».

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