Cultura Modica

L’angelo nero dell’amianto in Eternity

Uno spettacolo con Marcello Perracchio

Modica - Struggente, carico di inquietudini. In un’atmosfera surreale l’angelo nero domina sul carnefice tormentato da rimorsi e angosce. E’ stato un dipinto di forte impatto emotivo quello presentato da “Eternity” l’opera messa in scena, in prima assoluta, al teatro Garibaldi di Modica dove applauditissimi sono stati Marcello Perracchio che ha interpretato il barone e magnate belga De Cartier e Silvia Scuderi che ha vestito i panni dell’angelo della morte. In scena il tentativo di rendere giustizia attraverso il teatro, perché “quando la giustizia umana fallisce, capita che ci si affidi a quella divina”.

L’angelo della morte giudica Louis De Cartier uno dei due imputati dichiarati colpevoli nel processo Eternit, che si rifiuta di pagare le provvisionali stabilite dal Tribunale di Torino in favore delle parti civili. E lo condanna, senza appello, in una scena imponente, quasi a volere sottolineare che in un luogo sacro come il teatro si riesce a punire il carnefice al contrario di quanto non è stato possibile fare nelle aule di un Tribunale. L’opera scritta e diretta da Claudia Puglisi è venuta fuori da un’idea di Turi Occhipinti e Gaetano Scollo dell’associazione Esposti Amianto Sicilia che hanno voluto portare sulla scena il dramma sociale dell’Amianto per illuminare la coscienza civile e per sostenere quanti vorranno impegnarsi nella soluzione di questo drammatico problema causa di tante vittime, di malati cronici e di altissimi costi economici per la bonifica del territorio.

A dominare la scena un duello non convenzionale tra De Cartier e l’essere soprannaturale, un confronto a tratti lirico e impietoso, in cui Scuderi riesce a rendere al meglio le movenze della propria espressività, lasciando al grande istrione Perracchio la possibilità di esternare, in un monologo articolato e mai banale, le proprie paure, i propri ripensamenti, le proprie determinazioni, quando si trova ormai alle prese con il giudizio divino. I morti per amianto, che hanno respirato la polvere killer - la stessa che procura tumori invincibili e che diventa il terzo protagonista sul palcoscenico per il continuo incedere degli effetti scenici curati da Aurelio Ciaperoni - trovano così giustizia. E’ quest’ultima la parola che nessuno cita durante lo spettacolo teatrale ma che aleggia impietosa. La stessa che passa nella mente di tutti dopo che De Cartier si rende conto che non potrà sostenere un peso così insopportabile.

“Era impegnativo – afferma la regista Puglisi – riuscire a trattare un tema del genere in un modo che non fosse banale, creare qualcosa che potesse rimanere nella gente come un’emozione, che potesse arrivare vera e viva. E’ un tema importante su cui è necessario sensibilizzare il grande pubblico. Per questo abbiamo pensato a qualcosa che colpisse a livello emotivo affinché potesse rimanere nella memoria”. Puglisi con la “Compagnia Prese Fuoco” ha messo in piedi un allestimento scenico di grande impatto grazie anche ai costumi di Daniela Cernigliaro e alle luci di Fiorenza Dado. “Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo importante evento teatrale – ha detto il portavoce dell’associazione Esposti Amianto Sicilia, Turi Occhipinti – Ringraziamo anche i rappresentanti delle istituzioni che non ci hanno fatto mancare il loro appoggio così come gli sponsor che hanno condiviso l’idea forte del nostro progetto”. Sempre al Garibaldi una rappresentazione è stata riservata anche alle scuole.

La Sicilia