Cultura Ragusa

Il tamburo di Alfio Antico nell’immaginario popolare siciliano

“Semu suli semu tuttu”

Scicli - L’immaginario popolare della Sicilia, ricchissimo di mille sfumature, raccontato attraverso la percussione dei tamburi da un’artista di assoluto livello qual è Alfio Antico. Sabato sera e ieri pomeriggio ancora una volta sold out per la stagione teatrale “Teatro d’Attore” che al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla ha presentato lo spettacolo “Semu suli semu tuttu” con protagonista assoluto per l’appunto Alfio Antico e i suoi tamburi.

Erede autentico e diretto della tradizione musicale popolare, ricevuta dalla sua famiglia cresciuta a contatto con la natura e arricchita dalle tante esperienze musicali e teatrali, dal balletto classico alla commedia dell'arte, Alfio Antico è considerato uno dei tamburellisti che più ha rivoluzionato la tecnica della tammorra con arricchimenti di nuovi timbri e fioriture. Sul palco diventa un tutt’uno con i suoi tamburi, tutti fabbricati da sé ed intarsiati con immagini di divinità agresti. Un alternarsi di ritmo e di canto ma anche di poesia e azione scenica dalla grande teatralità. I suoi brani hanno una sonorità mediterranea e sono ispirati alla tradizione popolare. Fino all'età di 18 anni Alfio ha vissuto facendo il pastore tra le montagne dell'entroterra siracusano. Ha respirato le favole, le storie, i miti della cultura contadina, dai suoni delle 600 campane del suo gregge al tamburello della nonna che con i suoi magici suoni scacciava i mostri della solitudine e della paura. Poi le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all'incontro con i musicisti più famosi e vari uomini di teatro che hanno abbracciato l'arte musicale di Alfio Antico ormai artista di grande maturità. Tamburella e racconta mentre successivamente stria la pelle del tamburo con la sua mano, ridando nuova vita a quella pelle morta e antica fissata ad un setaccio da grano che vibrando torna a raccontare storie d’amore e poesia. E così nelle sue mani il tamburo esprime sonorità impensabili, a cui aggiunge la sua vena poetica con grande teatralità, anche con l’uso di un cappello con corna che ricorda le capre ma anche figure mitologiche tramandate nel racconto dei pastori. Splendida la messa in scena dello spettacolo con i tamburi ai lati del palco e con le luci blu e arancioni curate da Simone Raimondo. Illuminano da dietro il tamburo che in quel momento Alfio Antico tiene in mano e che brilla da assoluto protagonista. Prossimo appuntamento con "Pirandello mon amour" in programma sabato 9 e domenica 10, con la regia di Giancarlo Gori. La stagione del Teatro Donnafugata vede la direzione artistica delle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro e la consulenza artistica dell’attore e regista Carlo Ferreri.

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