La storia dal punto di vista dei perdenti
di Giuseppe Savà


Scicli – L’epopea dei perdenti, unica razza che ha potuto conoscere la grandezza e la bellezza. Il mondo di cui è in cerca Vinicio Capossela nelle sue opere, musicali e ora anche letterarie, è il quello del racconto di una discesa agli inferi e di una continua rinascita.
Alimentato da violenza immaginativa, da ribellione quasi metafisica contro le finzioni consolatorie, la sua opera è considerata una cassettiera, un condominio in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi.
Tre cose hanno attratto Capossela durante la sua permanenza a Scicli, e sono tre immagini religiose: il Cristo in gonnella, detto anche Cristo di Burgos, la statua della Madonna delle Milizie, l’unica madonna guerriera della cristianità, e il Cristo Risorto.
Il Cristo di Burgos è un dipinto che raffigura Gesù Cristo in Croce, con ai fianchi una gonna bianca. L’opera arrivò a Scicli grazie a donna Giovanna Di Stefano, fondatrice del monastero delle benedettine, annesso alla chiesa, e moglie di Don Girolamo Ribera, la cui famiglia, di origine spagnola, si trasferì a Scicli nel millecinquecento. L’inusuale indumento che cinge i fianchi del Cristo in croce fino alle caviglie è in realtà una veste sacerdotale, tipica di certa tradizione iconografica spagnola. Un dipinto molto simile a quello di Scicli (che per il resto è unico in Italia) si trova appunto a Burgos, in Spagna. L’opera è custodita nella chiesa di San Giovanni Evangelista.
La seconda iconografia che, secondo Capossela, vale a Scicli il titolo di “città clessidra”, è la Madonna delle Milizie. Della statua, che raffigura la Madonna a cavallo, armata di spada, che calpesta i saraceni, hanno parlato anche scrittori come Elio Vittorini e Vincenzo Consolo, sottolineando il carattere moderno di questa figura di donna che, secondo la leggenda, nel 1091 scese a salvare Scicli dalle invasioni saracene.
La terza immagine, quella che su tutte ha ammaliato il cantautore della “taranta”, è la statua del Cristo Risorto, cui Capossela ha dedicato “L’Uomo Vivo, Inno al Gioia”.
Cosa affascina Vinicio?
Nella festa del Cristo Risorto di Scicli l’uomo, la società, attori e protagonisti della festa, diventano spettatori della loro rappresentazione.
Nelle foto, Capossela durante la festa di Pasqua a Scicli.
Col sindaco Bartolomeo Falla.
Col maestro della banda cittadina, Carmelo Magro.
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