Cultura Libri

Alessio Puleo: Quando il mio cuore ti appartiene

Un romanzo sulla donazione degli organi

Vedere immagini rappresentative di parole lette è, forse, il fine che Alessio Puleo ha scelto per l’inconsapevole lettore che si addentra nei flussi arteriosi di Il mio cuore ti appartiene.

Essere di nazionalità italiana è motivo di speranza per Giorgio Luciani: sono i pensieri di quest’uomo a trascinare il lettore all’interno di un vorticoso viaggio che, attraverso inesauribili malintesi, lo trasforma da consapevole complice a ignaro spettatore.

Fino a che punto è accettabile credere nei miracoli? Ci si può ricordare di Qualcuno solo quando tutto il resto sembra non avere gli strumenti adatti ad accorrere in nostro aiuto?

Se avvolti e travolti dal buio, la ricerca della luce pare ammetti qualsiasi mezzo. E, invece, no.

Le vie più semplici non sono, talora, le più giuste da seguire e la vita di uno non vale più di quella di un altro. La scelta è affidata sempre all’uomo, anche quando il tempo diventa nemico.

È, a lettura avanzata, che l’uomo diventa padre: non è lui, dunque, che spinge gli altri al sacrificio, ma è il suo amore per la famiglia a scortare il nucleo originario verso la salvezza. 

«Cambiamento di rotta» - annuncia l’autore al quinto capitolo - e, d’improvviso, il vissuto quotidiano di giovani adolescenti diventa tema centrale.

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Ale, Ylenia, Claudio, Virginia, Pietro, Andrea, Silvia, le nuove amicizie, gli amori traditi, le abitudini, la scuola, la legalità, i misteri dell’esser grandi, le occasioni mancate e quelle disiate, il timore di non sapere, contribuiscono a tessere le fila della trama narrativa in un delicato intreccio.  Ciò che è stato influenza il vissuto di questi adolescenti e, spesso, mutate le condizioni e mutati i soggetti, tristemente si ripropone uguale a sé stesso. L’amore elabora interrogativi e non fornisce risposte: è lo scontro che, nella narrazione, nasconde la magia del mero incontro amoroso.

«La vita è fatta così, rivela attimo per attimo tutti i segreti che custodisce. Bisogna solo aspettare. Pazientare e aspettare.». E il segreto che il lettore ha custodito sin dalla lettura delle prime battute è casualmente a tutti rivelato: serve un cuore!

La confusione, l’allontanamento, la non accettazione di un’incombente verità creano disordine e malessere. Nuovi intrecci si sovrascrivono ai vecchi, senza, tuttavia, riuscirne a cancellarne la traccia.

Una domenica mattina, le confuse tessere del puzzle sembrano trovare una loro collocazione..sì, una domenica mattina..il momento in cui ai pensieri è concesso di manifestarsi liberamente nella mente del pensatore che, franco da ogni impegno, può ad essi segretamente abbandonarsi.

«La vita è in grado di sorprenderti anche quando pensi che mai più nulla di meraviglioso ti possa accadere.».

È il momento dei chiarimenti, delle spiegazioni: il ritrovamento rivela verità che, talora, non è sano disconoscere. L’amore trova la forza di combattere contro ogni ostacolo, lotta per mantenere saldi e immutati legami autentici. Forse, quello che manca è l’informazione: «Se la gente non sa le cose, non le fa.»

L’incombere della fine e la conseguente riflessione sul valore della vita alimentano l'esigenza di credere nell'esistenza di un’entità superiore, di richiedere ad Essa compromessi che garantiscano il benessere, la felicità, la vita alle persone che si amano. Ma non si ottengono risposte. Il Tempo è giudice severo e, di fronte al ciclico evolversi delle cose, all'uomo non rimane che abbassare lo sguardo, se non ascoltato, o elargire ringraziamenti al nuovo Amico, se l'atteso è stato soddisfatto. Simbolo di credente religiosità è, nel romanzo, la figura della nonna di Alessandro Cutrò: viva presenza silenziosa ascolta, osserva gli uomini di casa parlare, litigare, confrontarsi, ma non interviene mai, dedica i suoi pensieri esclusivamente alla Madonna, che le si era mostrata tre anni or sono, e a Lei eleva le sue costanti preghiere.

Le pause narrative si focalizzano sul racconto di sequenze proprie di altre vite che, prima o poi, si incroceranno tra di loro. Solo dopo che la verità è nota, il tempo viene, talora, doppiamente ripercorso secondo distinti punti di vista.

Un segnalibro floreale prepara, poi, lettore e personaggi all’avvio della chiusura narrativa.

Il miracolo è compiuto.

Un cuore, una firma, una scritta.

La data sulla gialla agenda è indicativa.

«Il destino di ogni persona è già scritto e nessuno può interferire nel suo disegno».