Cultura Racconto

Andata e ritorno. L’ubbidienza di un figlio normale

Nascita prematura e babà

Andrea Biellini nasce, prematuro di un mese, il 3 novembre del 1973, nell'infermeria della stazione Napoli Centrale, alle 19.17.

All’imbocco del settimo binario, mentre una voce ineluttabilmente partenopea annuncia l’ennesimo ritardo, la madre Elisa non sente l'infermiera e l'ostetrica che la esortano a spingere. Il problema è che lei non vuole proprio spingere. Non l'aveva immaginata così la nascita del suo primo figlio, lei, così precisa e maniaca del controllo, non la voleva così. Prematura. In anticipo.

Era colpa del marito che, a un mese dal nono, l'aveva voluta portare a Napoli, a vedere il Maschio Angioino e a mangiare i babbà. Quei maledetti babbà che –e lo sapevano entrambi- nemmeno avrebbe potuto assaggiare!

Invece che in una sala parto, si trovava lì, al binario sette, perché al settimo le si erano rotte le acque, e di tempo “pe ncoppa ‘ospedal nun ci ni stava”, aveva sentenziato il controllore.

Andrea è un bambino tranquillo, silenzioso e taciturno. Fin da piccolo apprezza la lettura, il cinema e l'arte. A scuola non ci va proprio volentieri.

Pressato dalla madre, desiderosa di un figlio "normale'', "regolare", è costretto a sorridere sempre, a dire sempre di sì, ad essere sempre educato.

È ubbidiente, desidera compiacerla, sa di averla delusa fin da prima di respirare, quando ha deciso di nascere, tra una rotaia e l’altra.

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Frequenta il conservatorio, ottiene sempre buoni voti, si iscrive al liceo classico.

Nessuna ragazza lo convince, nessuna lo attira, non trova nella realtà quell'amore che legge nei libri, il romanticismo e il desiderio che vede nei film, la passione che osserva nei quadri.

Si sente solo, come se fosse fuori dal mondo, isolato e anestetizzato, non riesce a provare emozioni, niente lo travolge, niente lo entusiasma.

Sogna le avventure, i viaggi, gli incontri; decide, raggiunta la maggiore età, di lasciare la scuola e iniziare a lavorare sui treni.

Sua madre muore d'infarto due mesi dopo averlo visto salire, come steward, sul diretto Milano-Venezia del 19 luglio 1991.

Sale, in 5 anni, su 1798 treni, 1798 andate, 1798 ritorni.

Lavora su regionali, intercity, prima seconda e terza classe, vagone ristorante e cabina letto.

Nei momenti di pausa guarda fuori dai finestrini le città, le campagne, le coste scivolare e sciogliersi sotto i suoi occhi, come nebbia, lontani ed estranei.

Si arrende alla realtà, si arrende al disincanto.

Il 7 dicembre del 1996 incontra Lisa Rossetti, sul regionale Forlì-Bologna, quello delle 6.50.

Sarebbe piaciuta a sua madre, è educata e fredda. Non esprime nessuna emozione, nessuna fantasia.

Studia medicina a Bologna, non per vocazione ma per aspirazione.

Vuole diventare qualcuno, vuole distinguersi, vuole fare carriera.

Con lei scopre l'amore fisico, scopre le regole delle relazioni e la noia della monotonia.

Rinuncia a ogni sogno, abbandona ogni speranza.

Le chiede di sposarlo in un giardino botanico una notte d'estate.

Lei, seppur delusa dall'anello e dalla proposta, accetta; dopo una veloce stima delle altre opportunità che avrebbe avuto.

Rito civile, banchetto, ballo, luna di miele a Napoli.

Ritorno a Bologna, vita in villetta con giardino.

Hanno tre figli, due cani e un canarino.

Non si toccano più di una volta al mese, sfogano i loro bisogni umani con sconforto e discontinuità.

A 50 anni Andrea Biellini è vicedirettore provinciale di Trenitalia, la moglie è vice primario di geriatria.

Andrea è stufo, da tre anni non sale più su un treno. Guida solo la Mercedes familiare che la moglie gli ha regalato per la promozione.

Il 13 marzo del suo 53esimo anno compra il suo ultimo biglietto di treno. Prima classe Bologna-Messina. Non avverte nessuno, porta con se’ solo un iPod con le canzoni di Franco Battiato. A Reggio, quando il treno è issato sul traghetto, sale sul ponte principale. Indossa le cuffiette.

Canticchia "che voglia di cambiare che c'è in me/ si sente il bisogno di una propria evoluzione/ sganciata dalle regole comuni/ da questa falsa personalità".

Si getta in mare, sente l'acqua fresca accarezzargli il corpo, sente tutto il tormento che ha provato nella vita, sciogliersi, svanire.

L'iPod non funziona più, ma non importa, la canzone suona nella sua testa.

Sente i polmoni riempirsi d'acqua salata e ripensa al suo ultimo viaggio. Solo andata. Stavolta. 

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