Cultura Ragusa

Se ciò che è bello è anche buono, alla galleria Clou

Un talk

Ragusa - Il futuro prossimo della Sicilia può essere affidato a una forza nuova, civile prima che politica, che assuma l’arte a valore assoluto? Sarebbe un mondo forse migliore se, in luogo delle mille chiacchiere in politichese, gli aduni tra cittadini fossero idealmente sorretti dal binomio “kalòs kài agathòs”. Del bello e del buono, tramite eccezionale l’arte. Sabato sera è parsa quasi l’utopia di una forza sociale nuova, Press Edit, la prima delle talk ideate in seno alla galleria Clou, nel cuore storico di Ragusa.

La manifestazione, che ha coinciso col finissage della collettiva “Portait X”, in mostra dal 22 dicembre scorso, ha portato al confronto persone e personaggi gravitanti tutti nel cosmo magno dell’arte siciliana, artisti, critici, galleristi, giornalisti, fruitori. Ospiti di questo primo appuntamento di Clou con l’editoria, le riviste siciliane “Sicilia e Donna”, “Tribe Art” e “Le Fate”, pubblicazioni che si occupano di arte, cultura e società. Come nel progetto di Francesco Lucifora, direttore artistico della Galleria Clou, la serata ha toccato trasversalmente l’arte contemporanea, gettando, sulla tavola dell’animato dibattito, tematiche connesse alla multiforme geografia dell’Isola, specie in ambito culturale, al problema annoso dei fondi sempre inadeguati al respiro che deve essere ampio della cultura, agli effetti della crisi economica sulla produzione e sulla diffusione dell’arte. Interventi in scaletta quelli di Alessandra Bonaccorsi, direttore di “Sicilia e Donna”, di Giacomo Alessandro Fangano, direttore di “Tribe Art”, di Alina Catrinoiu, art director ed editore della rivista “Le Fate”, rappresentata anche da Carlo Muratori, direttore editoriale, e da Ornella Fazzina, redattore coordinatore. Alla illustrazione dei rispettivi progetti editoriali delle tre testate, s’è alternato il momento della costruzione ideale del nuovo, saldando una carenza forse endemica all’Isola, la progettualità.

Scenario di Press Edit, l’esposizione Portait X, che ha impiegato il nucleo iconografico classico del ritratto quale situazione di riflessione estetica, etica, identitaria. Dieci progetti per dieci artisti, che hanno toccato lo spunto con estrema mobilità di linguaggi, pittura, fotografia, scultura, video, trasvolando dalla canonica figura cavata dal naturale, alla immaginifica reinvenzione del genere.

“Portait X” ha coinvolto nel motivo del ritratto gli artisti Rosario Antoci, Nikos Arvanitis, Alessandro Bulgini, Gianluca Capozzi, Gaetano Longo, Giacomo Rizzo, Oriana Tabacco, Manlio Sacco, Zafos Xagoraris, Alice Souma. Libere le interpretazioni nella resa dell’identità del soggetto, rappresentato o alluso nella deflagrazione dei suoi tratti, nella lontananza, nell’assenza.

 

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