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Diario di viaggio. Cinque giorni con la nuova Golf

E un tormentone: "Das Auto"

Ragusa - Piove a dirotto su Ragusa quando alla concessionaria Volkswagen ST Sergio Tumino mi consegnano la nuova Golf, settima serie, e il mio ingresso in auto comincia con una gaffe.

Penso di non riuscire ad accendere il motore, quando il motore è già acceso da un pezzo. La silenziosità del millesei turbodiesel 105 cavalli mi coglie di sorpresa, insieme a un’intuizione: “E’ la prima volta che guido una Golf”.

Devo essere sincero: l'avrei preferita col cambio automatico, ma è solo sul duemila.

L’imbarazzo corre sulle fiancate. “Das Auto” c’è scritto. Vedo gli sguardi dei curiosi che mi fissano. Che vorrà mai dire “das auto”? -sembrano chiedere-.

A Giampaolo, che lavora dal meccanico dei camion, si illuminano gli occhi quando mi trova a bordo della mia Golf. “Perché hai scritto Das Auto”?

“Non sono stato io. Sono stati loro, quelli della Volkswagen”, faccio discolpandomi.

“E perché?”

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Già, perché?

Perché la Golf dovrebbe essere “das”, ovvero l’auto per antonomasia, per definizione, l’auto senza dover aggiungere altro?

Me lo chiedo da mancato Golfista.

Cosa mi ha colpito nei cinque giorni di flirt con questa intramontabile media inventata da un italiano, Giorgetto Giugiaro, e reinventata, per la settima volta, da un altro italiano, Walter De Silva?

La Golf è tetragona, piantata a terra con i bulloni. In curva, sul bagnato, sul misto trasmette sempre una sensazione di sicurezza, non ti tradisce mai.

È solida, senza fronzoli, ma tecnologica nella sostanza. Ti fermi al semaforo? Si spegne, da sola, grazie allo start and stop. Premi la frizione e lei si riaccende.

Sali in auto? Lei vede il tuo cellulare, e ti passa le chiamate in viva voce.

Sfiori la consolle centrale? Ti mostra il quadro degli strumenti di navigazione della radio e del sistema multimediale. Touch screen. Spettacolo!

Di sera i fari adattivi illuminano gli angoli bui delle curve.

Sin da quando ho iniziato a leggere il Quattroruote (ben prima che imparassi a far di conto), i consumi sono stati una mia fissa. L’auto in prova ha il cambio manuale. Fa tra i 16 e i 18 chilometri al litro. E quando le chiedi potenza si offre, con generosità.

Cinque giorni sono volati.

Mi ferma il parroco mio amico, e mi prende in giro:

“Che vorresti dire con questo -Das Auto-?”

“Sai –gli rispondo- la Golf non è una macchina”.

“E che cos’è?”

“Una categoria dell’anima…”

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