Cultura Modica

The Independent: Modica, un luogo piacevole per un’antica cura

Traduzione di Mara Cannizzaro

Modica - L’aroma pungente dei limoni persisteva nell’aria mentre ammiravamo uno scenario di chiese e tetti. Dal giardino scosceso del filosofo della città, Tommaso Campailla, la migliore vista di Modica si stendeva di fronte a noi. Il sig. Migliore sorrise e si avvicinò ad un albero di agrume in boccio. Questo, disse mentre mi regalava un limone, è un piccolo souvenir della città e della Sicilia. Fece un cenno col capo e ritornammo dentro, dove continuammo la nostra discussione sulla sifilide.

Come curatore e proprietario della casa di Tommaso Campailla, il sig. Migliore era a conoscenza di alcune cose riguardo la sifilide, oltre alle considerazioni dei primi del ‘700. Nato a Modica nel 1668, Campailla fu un aristocratico, lasciò la casa per fare la pratica come avvocato, ritornò, e in seguito mise piede raramente nella casa natia, situata in un punto suggestivo. In seguito apprese da autodidatta l’astronomia e la filosofia, scrisse poesie e tenne una corrispondenza con persone illustri, cominciò a godere di grande stima tanto che lo studioso e vescovo anglo-irlandese George Berkeley fece un viaggio per conoscerlo. Come una sorta di mansione extra, elaborò una cura per la sifilide; nonostante il sig. Migliore fosse abbastanza sicuro che Campailla non avesse mai sofferto di questa malattia. Qualsiasi pensiero sulle malattie, sulla storia medica o sulla filosofia era stato lontano dalla mia mente quando ero uscita quella mattina dal mio hotel vicino la costa della Sicilia sud-orientale. Avevo sentito della bellezza Barocca di Modica, a circa un’ora e mezza di macchina nell’entroterra, e avevo previsto di trascorrere una giornata piacevole passeggiando per le sue strade dall’aspetto teatrale, esplorando le chiese e curiosando tra le cioccolaterie. La città è famosa per la produzione di cioccolato che si rifà più o meno alle tradizioni azteche, il metodo e i materiali grezzi furono portati nell’isola dagli spagnoli verso la fine del sedicesimo secolo. Come le altre città dell’imponente Val di Noto in Sicilia, Modica fu quasi del tutto distrutta da un terribile terremoto nel 1693. E come le altre città dell’aerea, fu rapidamente ricostruita nell’appariscente stile architettonico del tempo, il cui risultato fu straordinario tanto da dichiararla patrimonio dell’umanità. Evidentemente c’è una ricchezza da visitare. Da dove cominciare? Fortunatamente uno dei direttori nel mio hotel era di Modica. Spiegò quanto la sua città natale fosse nettamente divisa: ci sono molte chiese, disse, ma due creano un forte trasporto; se sei di Modica sei devoto o a San Pietro, nella parte bassa della città o a San Giorgio, sulla collina in alto. Mi indicò che potevano essere i punti focali della mia gita.
La prima tappa fu l’imponente San Pietro, la facciata dalla pietra ocra arricchita da decorazioni sinuose, e l’interno, un luogo ameno di stucco bianco. Invece, appena fuori dalla parte posteriore dell’edificio si trova una sorpresa, una piccola chiesa adibita a museo: San Nicolò Inferiore che fu ricavata dalla roccia secoli prima e a causa del corso del tempo e dei terremoti rimase sotterrata. Fu riscoperta per caso nel 1987. Insieme ai suoi affreschi bizantini del dodicesimo secolo, rimane solo parzialmente restaurata tanto che trasuda in maniera romantica un persistente senso di passato.
Il successivo punto all’ordine del giorno: il cioccolato. A pochi passi lungo un vicolo di fronte San Pietro c’è la più antica cioccolateria di Modica. L’Antica Dolceria Bonajuto è un posto deliziosamente antiquato, spazio i cui muri pannellati in legno sono accompagnati dall’esposizione delle tecniche di produzione; lo zucchero che si aggiunge al cacao non si fonde mai completamente e quindi il naturale gusto amaro del cioccolato è solo in parte compensato da un dolce scricchiolio. Rifocillata da un assaggio di cioccolato al peroncino di Bonajuto, mi misi in marcia verso la parte alta di Modica, verso la chiesa di San Giorgio. Bisogna camminare un po’ da San Pietro, zigzagando su per le scale e attraversando dei giardini pensili. Favolosamente sfarzosa, San Giorgio mi lasciò senza fiato, in tutti i sensi. Il campanile di quattro piani presenta un grande gioco di curve, colonne e frontoni. L’interno è elegantemente sobrio, la cui caratteristica principale è una grande pala d’altare che raffigura  scene della vita dei santi Giorgio e Ippolito.
Puntando ad una vista panoramica proseguii verso l’alto e mi ritrovai in un labirinto di stradine che avevano poco a che fare con quelle segnate sulla cartina. Finalmente seguii una stradina che portava nuovamente nella parte bassa della città, passando dal museo medico di Modica. La mappa segnalava che un tempo questo era un centro per la cura della sifilide, sembrava affascinante così entrai.
Nella parte più importante del museo c’erano le cabine per i trattamenti che Tommaso Campailla ideò per “curare” questa malattia così diffusa. I pazienti dovevano sedersi in queste cabine di legno e inalare infusioni di mercurio, che causava loro una sudorazione abbondante. Aveva realmente qualche effetto sulla sifilide? La custode del museo sorrise e alzò le spalle. Forse dovevo visitare la casa dove visse l’inventore delle cabine. Mi indicò la collina in alto.
Due ore dopo lasciai Modica tenendo stretto un limone, la mia testa era piena di immagini delle cabine per la cura della sifilide, l’architettura vorticosa e i panorami superbi.

Informazioni di viaggio


Come arrivare
 
Harriet O’Brian ha viaggiato con l’Essentially Prestige (01425 480400;prestigeholidays.co.uk/sicily) che offre un nuovo range di vacanze in Sicilia. Pernottamento di quattro notti al Relais Torre Marabino, situato vicino la costa e facilmente raggiungibile da Modica, costa dalle 444£ a persona con colazione, voli easyJet da Gatwick a Catania e noleggio auto inclusi. Catania è servita dalla British Airways (0844 493 0787; ba.com) e dall’easyJet (0843 104 5000; easyjet.com) da Gatwick.
Maggiori informazioni
Casa Tommaso Campailla, via Posterla(ingegnicultura.it) aperta da aprile a settembre, dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00, 2€(1.70£). In altri periodi è aperta su richiesta.
Museo Medico Tommaso Campailla, Piazza Campailla (00 39 0932 763 990; ingegnicultura.it). Dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00, 2€
Antica Dolceria Bonajuto, Corso Umberto I  159 (00 39 0932 941 225;bonajuto.it).

San Nicolo Inferiore, Piazzetta Grimaldi, aperta ogni giorno dalle 10:00-12:00 e dalle 16:00-19:00
L’ufficio turistico di Modica, Corso Umberto I (00 39 0932 759 634; comune.modica.gov.it) dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:00, la domenica dalle 10:00 alle 13:00.

Traduzione in italiano di Mara Cannizzaro

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L'originale qui