Attualità Modica

La morte di Pietro Scollo segna la fine di un’epoca

Testimone di un tempo che non c’è più

Modica- La morte lo ha colto nel luogo dove avrebbe sempre sognato di morire: accanto ad uno spogliatoio di un campo di calcio tra l'odore dell'olio di canfora e l'ansia, simpaticamente nascosta dalla battuta allegra e dissacrante, per dei calciatori che vestono di rossoblù, quelli della Modica calcio e che le sue grandi e nodose mani hanno massaggiato per innumerevoli stagioni. Tutte le stagioni. Quelle delle vittorie e quelle delle sconfitte.
Se ne è andato di colpo.
Si è accasciato al suolo senza vita come quei calciatori, che la pietà trasforma in icone della pedata, le cui giovani vite si sono spezzate rincorrendo, in un giorno di festa, una sfera e che ci consegnano, appassionati di calcio e non, tanta tristezza dentro.
Lo "Zio Pietro" come lo chiamavano tutti, grandi e piccoli, era un personaggio che ci aveva illusi di aver dato un tiro mancino al tempo e al suo destino.
Come del resto accade agli uomini coronati di popolarità e affetto: ci convincono di essere persone senza età.
Zio Pietro è invece passato dalla cronaca alla storia, in un attimo, senza rendersene conto; un soffio di vento ha rimesso in ordinata fila 93 primavere e più della metà consumate per una passione irrinunciabile, per una causa per la quale si è avuto un motivo per andare avanti e avere un ideale da servire tra le gioie, non poche, e le amarezze, tantissime, esplose nei polverosi rettangoli di mezza nazione. Zio Pietro è stato il massaggiatore più anziano dell'Italia del pallone.
Mai un presidente, mai una dirigenza iniziava una nuova avventura senza appoggiarsi alle spalle grandi dello "Zio Pietro" che dello spogliatoio era autorità riconosciuta, il dominus depositario dell'ortodossia rossoblù.
Tanto dominus da mettere, nel tempo di presidenti in gramaglie, mano al portafoglio per fronteggiare spese e difficoltà. Lui che dal Modica Calcio non ha mai preteso ricompensa alcuna.
Con questi galloni si conquistò la celebrità di un riflettore alla "Domenica Sportiva" di otto anni fa, il suo sogno di sempre, con i rossoblù in festa per una riconquistata serie D.
Il 2 marzo del 2013 segna la fine di un tempo e di un'epoca. Da domani sarà difficile inventarsene un'altra.

La Sicilia

 © La foto è di Gianni Mania. Tutti i diritti riservati


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