Cultura Scicli

Gli 80, magnifici, anni di Franco Sarnari

Una festa insolita a palazzo Spadaro

Scicli - La formula l'ha scelta lui. Non desiderava il consesso accademico dei cultori dell'arte, non voleva nessuna parola in critichese entro il canonico convegno di studi.

Perciò il Movimento Vitaliano Brancati e il Giornale di Scicli hanno pensato a una tavola rotonda, che desse modo al festeggiato di raccontarsi e, tra le righe, di contrappuntare la narrazione del sé con elementi significativi del proprio universo creativo.
La festa degli ottanta anni di Franco Sarnari s'è svolta in coerente linea alla sua personalità, sia a quella umana che a quella d'artista. A Palazzo Spadaro, nel cuore barocco di Scicli, quella patria d'adozione che il maestro ha eletto a sua nuova casa più di trent'anni fa, Sarnari ha dialogato con gli amici, critici e giornalisti, che nel tempo hanno scritto della sua copiosa produzione. A coordinare le voci, Franco Causarano, che ha dato il significativo "la" alla ricostruzione delle stagioni più belle del maestro. Un intreccio di voci ha scatenato l'onda amabile dei ricordi, pure di quelli estetici, a partire proprio da un'altra "Onda", la celebre opera realizzata dal pittore sul sorgere degli anni Settanta e portata di recente, in tutta la sua poderosa monumentalità, a Washinghton, presso l'Istituto Italiano di Cultura, dove una splendida antologica ha, l'autunno scorso, raccolto i momenti fondamentali del percorso creativo di Sarnari.
Stuzzicato dalle domande degli amici intervenuti, Sarnari ha spiegato cosa significhi costruirsi una cultura personale partendo dalla licenza elementare, rievocando con piglio simpatico i primi approcci alla sfera magica dell'arte, impattata da un Sarnari bambino nella forma titanica delle immagini sacre, poi la costruzione dei propri strumenti espressivi, quindi l'esordio nella pittura. Da qui in poi è una storia nota. Un'escalation preziosa di tasselli, come l'amicizia con Piero Guccione, Sonia Alvarez, Franco Polizzi, Carmelo Candiano, coi quali fonderà il Gruppo di Scicli. E come le componenti suggestive della collezione poetica dei "Frammenti", di quella profonda dei "Neri", di quella complessa delle "Cancellazioni", ove si fa diretto il dialogo di Sarnari col più grande degli artisti cari al suo cuore, Piero della Francesca.
E, in questa formula no-conventional di celebrazione, perfetta per un estro no-conventional, che porta con straordinaria vitalità le decine degli anni nel suo sorriso, non è parso ridondante l'abbraccio ideale e affettuoso che l'artista ha voluto volgere alle donne della sua vita, la madre, la moglie Piera, la figlia Barbara, la sorella Anna. Ricevendo pure il grato saluto di artisti oramai affermati come Piero Zuccaro e Giuseppe Puglisi, che in Franco Sarnari hanno trovato il valore classico, il più intimo, della parola "maestro".

La Sicilia

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