Cultura Ragusa

La Cava della Misericordia: il convento, l’acquedotto, i mulini

Un libro

Ragusa - La bella notizia è che sempre più numerosi sono i ragusani che vogliono saperne di più su un topos che ha fatto la Storia della loro città. La cattiva notizia è che quel topos è ormai seriamente compromesso: per colpa degli stessi ragusani.

Fuor di metafora: i ragusani sono attualmente incazzatissimi per via dell’inquinamento delle due sorgenti “Oro” e “Misericordia” che li obbliga ad un razionamento idrico mai conosciuto in questa città da sempre ricca di acqua. Le due sorgenti inquinate (dalle sette aziende zootecniche dell’altopiano? Da altri? Attendiamo le indagini) sboccano nella parte alta della Cava della Misericordia, luogo “mitico” della ragusanità. E che i ragusani vogliono saperne di più è ben messo in evidenza da tantissimi contingenze, ultima in ordine di tempo la incredibile folla che non è stato possibile contenere nella pur ampia sala convegni del Centro Servizi Culturali quando, nel pomeriggio di martedì 12 marzo, il professore Giorgio Flaccavento presentava il libro di Pippo Salonia e Guido Fava, titolato appunto “La Cava della Misericordia: il convento, l’acquedotto, i mulini”, edito dalla Genius Loci di Ragusa, piccola ma attivissima casa editrice ragusana che sta specializzandosi sempre più in pubblicazioni di carattere locale ma di alto profilo.

Libro che dal punto di vista scientifico è un vero e proprio scrigno di informazioni, la gran parte inedite, raccolte da Salonia anche negli archivi storici, ma soprattutto nella sua stessa memoria personale, avendo lui vissuto la Cava Misericordia quando piccolo, erano gli anni ’50, si bagnava in un torrente ancora limpido, all’ombra dell’antichissimo romitorio ancora sostanzialmente integro e circondato da noci, pioppi, platani, carrubi, mandorli, olivi e giganteschi allori.

Libro, quello di Salonia e Fava, che è in vendita nelle principali edicole e librerie cittadine e il cui successo di vendite dimostra quanto si scriveva in apertura: i ragusani hanno di recente acquisito una maggiore coscienza ecologista e una forte voglia di conoscere, tra gli altri, il celebre topos della Misericordia, finora frequentato da pochi. Il problema potrebbe essere uno solo: che questo amore per il proprio territorio sia arrivato troppo tardi.

da sinistra a destra Pippo Salonia, Giorgio Flaccavento e Guido Fava.