Cultura Ragusa

Olimpiadi, la ribellione di Kamarina

Il no a Siracusa

Ragusa - Nell’anno 553 avanti Cristo, esattamente 46 anni dopo la sua fondazione, durante la cinquantasettesima olimpiade, Kamarina si ribella.

E si ribella verso la propria madre patria, ovvero Siracusa. La colonia di Corinto che da villaggio siculo era diventata una metropoli del monto antico, con la successiva creazione delle sue numerose sub-colonie, e tra queste appunto Kamarina.

I kamarinesi si mettono contro la madre patria, capeggiando una coalizione di altre città greche della cuspide sud-orientale della Sicilia come Acre e Casmene anch’esse sub colonie siracusane, insieme ai siculi di zone non ancora ellenizzate, ovvero Hybla, Scicli e Motyca. Una lotta che non proveniva dal nulla, o dalla follia di qualche gerarchetto, ma molto semplicemente dalla volontà di indipendenza che muoveva i siculi verso i greci latu sensu e gli stessi greci delle sub-colonie che vedevano a Siracusa come a una capofile ma nulla di più. Si aveva voglia di indipendenza, anche perché Kamarina, per tutta una lunga serie di motivi, in pochissimi anni dalla sua fondazione era cresciuta tantissimo, in termini demografici, economici, militari. Si voleva crescere, diventare definitivamente grandi.

La rivolta venne repressa dalla metropoli. Kamarina e i suoi alleati, greci e siculi, dovettero tornare sottomessi alla grande Siracusa.

L’episodio non fu però inutile, a parte i morti – e furono tanti – nella battaglia combattuta intorno alla foce del fiume Irminio, allora ideale confine tra Kamarina e Siracusa.

La lotta, la ribellione, se da un lato permise alla madre patria di reprimere giustificatamente i ribelli, dall’altro lato compattò ancora di più i ribelli, siano stati greci o siculi. E da quel periodo che i villaggi indigeni di origine sicula, sopratutto Ibla, Modica e Scicli, danno vita ad una particolare quanto florida civiltà, ovvero quella popolazione mista che gli studiosi chiamano “siceliota”. Siculi misti a greci, condividendo il meglio di entrambe le etnie.

Noi iblei proveniamo sostanzialmente da quella gente, e bene sarebbe non dimenticarlo, almeno per qualche giorno, nell’anniversario della lotta di indipendenza combattuta dai kamarinesi insieme ai “rustici” alleati siculi.

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