Cultura Laurea

Editoria e cultura in Sicilia. Il caso Flaccovio

Promuovere cultura, in Sicilia

Si è laureata ieri, all'Università Statale di Milano, Federica Molè. Ragusanews pubblica una sintesi della discussione sulla tesi di laurea dedicata al caso Flaccovio, editore tra i più vivaci in Sicilia. Relatrice la professoressa Irena Maria Luisa Piazzoni.

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La ricerca si è mossa su due direttrici: sul piano storico per conoscere l’attività editoriale di Salvatore Fausto Flaccovio, un libraio editore che per la sua intraprendenza, il suo fiuto e il suo impegno politico e culturale è stato un protagonista dell’editoria in Sicilia, forse e più di Elvira Sellerio che è stata favorita nel suo exploit dal migliore contesto socio-economico degli anni ’60 ottenendo una maggiore visibilità nazionale, mentre Flaccovio ha operato in una fase postbellica, quando la Sicilia viveva una fase di depressione economica e sociale davvero pesante che non aiutava certe imprese. In quel contesto lui ha avuto il grande merito di scommettere sulla cultura come impresa, sulla cultura come motivo di rinascita della Sicilia impegnata a vivere una nuova stagione di sviluppo.

Questa la prima direttrice, l’altra è di carattere bibliografico perché ho ricostruito, non senza fatica per la mancanza di fonti e documenti, il catalogo storico della casa editrice che proprio in questi giorni sta vivendo una crisi senza precedenti che rischia di cancellare un pezzo di storia della cultura siciliana. Un catalogo che soprattutto per l’arco di tempo che va dagli anni ’40 agli anni ’60 non c’era perché Flaccovio non si era preoccupato di realizzarlo e stamparlo, preso com’era dalla sua febbrile attività di libraio editore ma anche per la scarsa attenzione che dedicava all’immagine della casa editrice. Basti pensare che all’inizio della sua attività stampava libri in base alle opportunità che gli si presentavano e non si curava di pensare a vere e proprie collane che avrebbero dato più tono, stile e programmazione alla sua attività. Sarà poi Natale Tedesco a convincerlo di pubblicare testi inseriti in una determinata collana e stampati secondo un determinato impianto grafico in modo da renderli riconoscibili al lettore e migliori sul piano tipografico oltre ad avere una maggiore resa commerciale. Per la ricostruzione del catalogo storico ho fatto un lavoro incrociato tra la memoria del figlio più piccolo Sergio che ha seguito l’attività della casa editrice, dopo la morte del padre, ed i testi pubblicati. I primi cataloghi ufficiali recuperati presso la Biblioteca Nazionale di Firenze appartengono agli anni ’60 e segnano anche qualche contraddizione nell’inserimento di alcuni testi in alcune collane, a conferma dell’insufficiente attenzione che Flaccovio dedicava alla promozione della sua attività editoriale. Flaccovio non è stato ‘solo’ un editore, è stato un attento e illuminato operatore culturale, capace di intestarsi iniziative e imprese che rispetto agli anni in cui venivano attuati rappresentavano autentiche scommesse e sfide uniche sul piano imprenditoriale.

Innanzitutto è stato capace di creare un cenacolo culturale, un luogo d’incontro per intellettuali, ma anche per chi volesse semplicemente interessarsi alla cultura. Nella sua libreria era facile incontrare Leonardo Sciascia, Lucio Piccolo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Natalia Gintzurg, Gaetano Testa e molti altri ancora. Gli intellettuali sapevano che da Flaccovio avrebbero trovato quel che cercavano, in più potevano scambiarsi opinioni e idee tra loro. La sua libreria nasce nel 1939 per la sua tenacia, per la sua voglia di affermazione che lo porta da semplice fattorino, a banconista nella libreria più importante di Palermo: quella di Filippo Ciuni, alla scelta di essere un libraio editore che lui incarnerà alla perfezione, insieme ad altri in Sicilia come Sciascia a Caltanissetta e Palumbo, sempre a Palermo. La sua intraprendenza imprenditorialeFlaccovio la dimostra subito. E’ il 1943 gli anglo americani sbarcano sulle coste siciliane e lui decide in un fiat di stampare un piccolo vocabolario con le parole più utili per comunicare in lingua inglese. Detto così sembrerebbe un’impresa come tante, ma non dimentichiamo il contesto storico: siamo in pieno secondo dopoguerra, la Sicilia è solo macerie…

Flaccovio è uno che pensa in grande, non si accontenta di essere un semplice libraio e dalla sua ambizione nascono due grandi collane: «Storia del Parlamento Italiano» un’opera di venti volumi che analizza la storia della nostra legislatura dal ’48 fino al ’63; e la collana «Grandi Opere» che contiene il prestigioso Trittico di Monreale con le splendide foto di Enzo Sellerio, di cui resterà amico nonostante diventi negli anni un suo concorrente, e l’impianto grafico di Bruno Caruso. L’opera ha  registrato un  vero successo editoriale tant’è che è stata tradotta anche in lingua inglese.

Negli anni ’70 individua anche il suo autore seriale, e stampa il romanzo che gli farà vendere milioni di copie: I Beati Paoli di Luigi Natoli, meglio conosciuto come William Galt, che ha un’introduzione sin dalla prima edizione di Umberto Eco. Un libro che segnerà l’attività della casa editrice palermitana, anche per il favore dei lettori trattandosi di un romanzo popolare, ma che divide la critica e gli storici sulla genesi del romanzo.

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Sull’onda del successo dei Beati Paoli, Flaccovio decide di pubblicare tutti i romanzi scritti dall’autore popolare siciliano, dedicandogli un’intera collezione. Una scelta sicuramente azzeccata per la distribuzione regionale, un po’ meno per quanto riguarda quella nazionale. Un autore come William Galt ha poca presa fuori dai confini dell’isola.

Ma l’intuito editoriale di Flaccovio va a segno soprattutto nella pubblicazione di alcune riviste. E’ il caso di Chiarezza, giornale di opinione politico, molto vicino alle posizioni comuniste e che si pone antagonista alla crescita del movimento separatista. Tanto che nel momento che il movimento finirà la sua fase di espansione, Chiarezza cesserà le pubblicazioni. Una rivista di forte impegno politico e sociale ma anche culturale perché nella terza pagina vi collaborarono autori come Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Eugenio Montale ed altri. Una rivista che in Italia si muove sulla falsariga del Politecnico di Vittorini. Ma se l’operazione Chiarezza è di marca dichiaratamente politica, con la pubblicazione di ‘Sicilia’, Flaccovio si propone di fare una rivista artistica che possa promuovere l’Isola all’Estero. Ci riesce anche grazie al contributo dell’assessorato regionale al Turismo della Regione Sicilia. E’ un primo esempio di comunicazione istituzionale affidata ad un editore privato. Nella scelta dell’innovazione e della creatività Flaccovio non ha paragoni: fonda così Collage, rivista esoterica che incontra i favori di un pubblico colto e che caratterizza la vivacità culturale della Palermo degli anni ’60. Ma non è finita perché pubblica anche altre riviste come «Fasis», «Uomo e Cultura» e «Per Ap».

«Fasis» e «Per Ap» sono due eccezionali e innovativi esperimenti di neoavanguardia. Dietro questi due progetti c’è l’animo fondante del «Gruppo ‘63»: Gaetano Testa.

Un editore poliedrico, illuminato e intraprendente è stato FaustoFlaccovio, morto nel 1989. Di sicuro un protagonista dell’editoria e della cultura siciliana, gli è mancato il salto di qualità, un editore di respiro nazionale, così come è stato per la Sellerio. I motivi sono stati tanti: ad esempio quello di scegliere come autore seriale uno scrittore postumo. La mancata opportunità di non pubblicare un capolavoro come il Gattopardo. Una vera beffa perché Tomasi di Lampedusa frequentava la sua libreria e gli affida addirittura il manoscritto de Il Gattopardo, ma invece di stamparlo decide di segnalarlo ad Elio Vittorini che però non ne intuisce la grandezza e così Il Gattopardo verrà stampato nel 1958 da Feltrinelli. Si attaccherà poi, sbagliando, alla storia di plagio da parte di Tomasi di Lampedusa nei confronti del romanzo di Giuseppe Maggiore Sette e Mezzo. Una storia più che altro “pompata” dai giornali e soprattutto da alcuni suoi amici del giornale «L’Ora» di Palermo. E dire che Flaccovio il senso degli affari lo aveva, ma non è stato tempista su alcune scelte e forse finiva irretito nella condivisione di diverse iniziative, che non erano esclusivamente editoriali. Al di là di questo, a trent’anni dalla sua morte, in Sicilia Flaccovio è un’istituzione. Molti lo ricordano come unilluminato libraio editore, un uomo di cultura, intelligente e brillante, che non ha mai avuto paura di schierarsi e di dire la sua. Molti intellettuali del tempo, grazie alla sua attività, hanno vissuto una stagione culturalemeravigliosa che non è stata più replicata a Palermo.

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