Giudiziaria Scicli

Revoca dell’agibilità a Baia Samuele e Marsa Siclà

Provvedimento in itinere

Scicli - I due villaggi turistici del litorale sciclitano, Baia Samuele e Marsa Siclà, oggetto di un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Modica e poi approdata alla Procura distrettuale Antimafia di Catania, condotta dai carabinieri della Compagnia di Modica e dagli uomini della Capitaneria di Porto di Pozzallo per possibile traffico illecito di rifiuti, potrebbero vedersi revocata l'agibilità.
Ciò comporterebbe un fermo all'imminente stagione balneare. È in itinere, infatti, il procedimento di revoca dell'agibilità di entrambe le strutture che furono sottoposte a sequestro preventivo lo scorso 19 gennaio insieme con i mezzi in disponibilità alla ditta di trasporto rifiuti "Buscema G. C. Servizi Ambientali" di Modica, mezzi successivamente dissequestrati dal Tribunale del Riesame di Catania.
Il Comune di Scicli, che ha agito in autotutela, ha già dato comunicazione di avviso di procedimento ai sensi dell'art 7 della legge n. 241/90 sulle nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, mediante il quale rappresenta ai due villaggi che intende revocare l'agibilità e assegna un termine, che generalmente è di 10 giorni, per depositare una memoria o produrre documentazione atta ad indurre l'Ente a fare dietrofront sul provvedimento. La decisione assunta dal Comune è data dalla situazione attuale in cui vertono le due strutture ricettive che, non potendo fruire dell'approvvigionamento idrico, allo stato vietato, né utilizzare gli scarichi fognari, secondo l'Ente dovrebbero avere revocato lo stato di agibilità. Per quanto concerne l'approvvigionamento idrico, la Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania aveva diramato una nota in cui parlava di "concreto pericolo di contaminazione microbiologica diffusa per le risorse idriche del territorio individuabile in c. da Torre Samuele ed aree limitrofe. Lo stesso pericolo sussiste - proseguiva la nota - relativamente alla fascia costiera attigua alle zone sopra individuate. La contaminazione si estenderebbe, peraltro, sia alla sottostante falda idrica cui attingono i diversi pozzi per uso acqua potabile e irriguo che alla spiaggia antistante l'area predetta". Da qui la decisione del sindaco, Franco Susino, a seguito proprio dell'esito degli esami effettuati dagli inquirenti, di dichiarare le acque destinate al consumo umano provenienti dai pozzi trivellati in c. da Torre Samuele e nelle aree limitrofe non idonee ad uso potabile ed irriguo, fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di potabilità con esiti e certificazione rilasciata dagli Enti competenti per legge.
Gli avvocati Enzo Galazzo e Francesca Bilardo, che rappresentano Marsa Siclà, hanno presentato istanza perché i responsabili Asp possano accedere alla struttura per verificare l'utilizzabilità delle acque del pozzo ad uso irriguo, autorizzazione che potrebbe giungere in queste ore.

La Sicilia