Cultura Scicli

Tuccio Musumeci: Io, l’ingenuo del paese, sul set del film Italo

L’attore catanese interpreta un ruolo delicato e poetico

Scicli - Come Italo era il cane di tutti, lui era il «nonno» di tutti, il buono o, se si vuole, l'ingenuotto della città. Capitava spesso di vederli insieme. La già bellissima storia di Italo, il cane mascotte di Scicli, il randagio amato da tutti che partecipava a messe e funerali, accompagnava i turisti e metteva in fuga gli aggressori, divenuta sceneggiatura del film per il cinema prodotto da Arà, si arricchisce di un capitolo molto particolare e al tempo stesso toccante.

La fantasia della sceneggiatrice Coralla Ciccolini, ha tirato fuori, prendendo qualche spunto dalla realtà, la storia di Natalino, uno dei personaggi chiave che è stato interpretato dal notissimo attore siciliano Tuccio Musumeci.

Le riprese del film, dopo sei settimane di intenso lavoro, si chiudono proprio oggi a Scicli, tra le vie barocche famose al pubblico televisivo per essere la Vigata del commissario Montalbano. Ma il film di Italo, opera prima della giovane e già brava regista Alessia Scarso, promette fin da adesso di essere un'ottima pellicola sul grande schermo.

Uscirà al cinema, a fine anno o forse nei primi mesi di gennaio, e a fianco degli attori protagonisti Marco Bocci, Barbara Tabita e Elena Radonich, ci sono anche altri bravi attori di origine siciliana, da Lucia Sardo a Marcello Perracchio, da Andrea Tidona a, appunto, Tuccio Musumeci. E proprio quest'ultimo interpreta un personaggio la cui storia è tratta in parte dalla realtà.

«Natalino è un personaggio molto particolare - spiega la sceneggiatrice Ciccolini - E' un ingenuotto, un uomo che ha perso la ragione dopo che la mamma da piccolo l'ha abbandonato. La sua presenza colora il paese, fa parte dei personaggi di Scicli, è un buono, proprio come il cane. Un animo puro, che non perde mai la speranza di trovare la madre alla stazione. E anche Italo fa amicizia con lui. Nella sua errante solitudine, questa persona ha trovato nel cane un vero amico». E proprio in questi ultimi giorni di ripresa è stata girata una delle scene principali, con Tuccio Musumeci che interpreta il mendicante, che ha accanto, seduto su un'isolata panchina, Italo interpretato in modo straordinario dal cane-attore Tomak, il cane attore che, addestrato nella scuola di Massimo Perla, è arrivato direttamente da Roma sul set.

La storia che la regista Scarso ha raccontato, con la produzione di Roberta Trovato per Arà, vede in scena anche tre bambini che per la prima volta si affacciano al mondo del cinema. Sono stati selezionati tra 3000 bambini nelle scuole della provincia di Ragusa dalla casting director Stefania Rodà. Un lavoro durissimo che ha poi portato a varie selezioni e alla scelta ricaduta su Vincenzo Lauretta, Martina Antoci e Matteo Korreshi. Nel film sono i bambini Meno, Chiara e Paola, amici inseparabili di Italo. Interagiscono, pur se da lontano, anche con Tuccio Musumeci. «Ha avuto il ruolo più poetico del film, piccolo ma di grandissima intensità - spiega la regista Scarso - Non dice nessuna battuta ma sono i suoi silenzi, i suoi sguardi a parlare e a rendere assolutamente credibile un vissuto particolare e complesso. E' un grandissimo professionista, per noi è stato come assistere ad una grande lezione di teatro dal vivo ma con grande semplicità e disponibilità, senza mai mettersi in cattedra. Bravissimi anche tutti gli altri attori siciliani che recitano accanto ai nostri attori protagonisti».
Oggi l'ultimo giorno di riprese ma per la regista il film continua perché adesso inizia la lunga fase di montaggio. Sul set, a seguire da vicino tutte le fasi, anche la produttrice Roberta Trovato: «Scicli ci ha accolto in modo speciale. Il nostro film è divenuto il film di tutti, tantissimi cittadini ci hanno aiutato, così come molti sponsor che non ci hanno fatto mancare il loro sostegno. Concluse le riprese proseguiremo con la successiva complessa fase del montaggio e della post produzione per poi portare il film sul grande schermo in tutta Italia. E' un film per famiglie che farà conoscere la storia di Italo, una storia di un cane esemplare che nella sua permanenza a Scicli ha saputo dare grandi lezioni di umanità».

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