Cultura Roma

Sul set con Piero Guccione. Le foto di Gianni Mania a Roma

All’Institut français-Centre Saint-Louis

Roma - C'erano anche l'ex Governatore dell'Abruzzo Ottaviano Del Turco e il presidente del Senato Piero Grasso all'inaugurazione della mostra di Gianni Mania al Centro culturale francese Saint-Louis parallela alla tavola rotonda promossa da Nunzio Massimo Nifosì con i maggiori critici italiani a margine della proiezione del suo docufilm su Piero Guccione. Ragusanews ospita un testo critico di Elena Ovecina. 

Sul set con Piero 

Nelle foto di Gianni Mania c’è il preciso intento di raccontare la personalità di Piero Guccione senza artifici. Si percepisce la naturale necessità di ritrarre l’artista attraverso la sua quotidianità, la sua gestualità, i suoi ritmi e le sue abitudini. Le mani che dipingono, il processo creativo, il volto concentrato, lo sguardo rivolto lontano, altrove. Sono istantanee che restituiscono con grande verità il soggetto ritratto, ne svelano il carattere. Il fotografo privilegia composizioni scarne ed essenziali, una luminosità contrastata che risalta le espressioni del volto, evidenziando alcuni aspetti psicologici difficili da catturare, così familiari a chi conosce bene il pittore e l’uomo.

Mania crea intense quinte cromatiche e gioca con l’inquadratura dal basso, elimina ogni elemento ambientale circostante oppure spia Guccione passeggiare tra gli azzurri, da solo, con il suo mare e il suo cielo, nella sua perenne meditazione. Ma ciò che rende preziose queste foto non è tanto la ricercata gamma cromatica, la luce, la nitidezza, le inusuali inquadrature, quanto l’abilità del fotografo di avvicinare in modo discreto, in punta di piedi, quel soggetto fotografico sfuggente e schivo che è Piero Guccione. Ci fosse stato un altro soggetto al suo posto, probabilmente non avremmo notato questa particolare capacità di Gianni Mania. Sappiamo invece, che quello ritratto in queste immagini, è un Guccione mai visto. Lo stesso fotografo ha affermato che in dieci anni non era mai riuscito a fotografare l’artista in questo modo, “perché lui non si espone facilmente e, anche quando si presta, è difficile cogliere la sua essenza più profonda”. Sono scatti “rubati”, quindi, di grande forza emotiva e comunicativa, che raccontano privatamente, intimamente, aspetti inediti del maestro siciliano. Sembrano realizzati tutti a sua insaputa, mirando appunto l’obiettivo di purismo e sincerità tipico dei candid shots. Istantanee, appunti diaristici che seguono l’occhio e le cineprese di un filmaker che raccontano la “straordinaria” quotidianità di Piero Guccione. L’armonia che si respira nello studio dove crea, la pacatezza che diventa atarassia, i pennelli imbrattati di colore, le tele immobili sul cavalletto o addossate alle pareti. Presenze mute che guardano noi che guardiamo loro. I movimenti precisi della mano, reiterati all’infinito. E Gianni Mania si accosta invisibile, per spiare e raccontare questi gesti, questa pace, la genesi e l’evoluzione di un’opera. Accanto alle foto più immediate c’è una serie di primi piani che sono una sottile indagine fisiognomico-psicologica condotta sul volto dell’artista. Nel paesaggio metafisico, sovrastato dalla solenne silhouette della Fornace Penna che Guccione tanto spesso ha dipinto, ora c’è lui, presenza rara e preziosa. E il fulcro della composizione è il suo sguardo, l’azzurro di un cielo terso che si riverbera nei suoi occhi. Lui si guarda dentro, e quel paesaggio alle sue spalle non è più reale, non è più uno sfondo. È il riflesso del suo pensiero, della sua meditazione, un pensiero dilatato… a tutti gli effetti un paesaggio dell’anima. E non sorprende che Piero non guardi mai l’obiettivo, non cerchi mai lo sguardo dell’altro: egli non sembra essere mai totalmente qui. Per la maggior parte del tempo, è in quel “piccolo mondo della pittura”, dove la nozione di spazio e tempo perdono significato. In una foto in particolare, la nostra attenzione è sulla mano del maestro che stende l’azzurro sulla tela. In primissimo piano vediamo anche il suo profilo, e ancora, le sottili e segrete trame del mare… pensiero dipinto, tangibile.

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