Giudiziaria Scicli

Il Tribunale del Riesame: Baia Samuele e Marsa Siclà restano sequestrati

La replica di Marsa Siclà

Scicli - Il villaggio turistico Marsa Siclà, almeno per il momento, resterà chiuso. Il Collegio del Tribunale del Riesame di Catania ha sciolto la riserva sulla richiesta di dissequestro presentata dagli avvocati Enzo Galazzo e Francesca Bilardo, rigettando l'istanza.
I legali facevano leva sul fatto che gli accertamenti eseguiti da Arpa e Asp in mare "abbiano escluso la sussistenza di fenomeni di inquinamento", sottolineando la necessità di evitare danni irreversibili alla struttura, a ridosso della stagione balneare, e ai lavoratori che vi operano. È in corso, intanto, l'incidente probatorio. Si sono susseguiti nuovi sopralluoghi da parte dei consulenti tecnici sia a Marsa Siclà che a Baia Samuele, entrambi posti sotto sequestro dai carabinieri della Compagnia di Modica e dalla Capitaneria di Porto il 19 gennaio, su disposizione della Procura distrettuale Antimafia di Catania, per possibile traffico illecito di rifiuti. L'indagine era stata avviata dalla Procura della Repubblica di Modica. I sopralluoghi sono stati disposti dal gip di Catania per verificare e acquisire prove in ordine ai reati contestati dall'accusa. "Questa vicenda giudiziaria, nata da segnalazioni sulla presenza di chiazze a mare, non trova conferma di inquinamento sul quale da più parti (istituzioni e privati) è stato lanciato un allarme - dice l'avv. Galazzo -. Finanche il dott. Mazzotta, perito del pm, ha smentito la presenza di inquinamento quando ha detto di essersi portato al largo, il 21 agosto, per una ricognizione, senza rinvenire chiazze. Lo ha confermato la dott. sa Antoci dell'Arpa dichiarando che le chiazze ritenute frutto di reflui fognari sono invece risultate essere marcescenza di alghe, segno, semmai, della presenza di un mare pulito".

La Sicilia

La replica di Marsa Siclà

Il tribunale del riesame di CT ha rigettato l’appello discusso il 02 maggio u.s., proposto avverso l’ordinanza del GIP.

Non conosciamo ancora le motivazioni del provvedimento, ma abbiamo motivo di ritenere che nella sua emissione abbia svolto un ruolo importante la consulenza disposta del GIP, i cui accertamenti non sono stati ancora conclusi.

Il consulente nominato dal GIP consegnerà una relazione preliminare entro la prossima settimana.

Si ha motivo di ritenere che entro i primi di giugno, il giudice possa - anche alla luce delle ricognizioni e degli accertamenti eseguiti nel residence che non hanno consentito alcun riscontro dell’ipotesi accusatoria – disporre il dissequestro del Residence.

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