Giudiziaria Vittoria

La Corte di Appello di Catania, conferma la pena per Rimmaudo e Russotto

10 anni ad Alessandro Aparo

 Ragusa - In esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 8647/09 R.G.N.R. e n. 7554/09 R.G.G.I.P., emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania su richiesta di quella D.D.A., il 1° ottobre 2010 i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa catturavano Alessandro Aparo, Giovanni Rimmaudo e Salvatore Russotto, ritenuti affiliati all’associazione mafiosa “cosa nostra” e quindi indagati per il reato di “associazioni di tipo mafioso (anche straniere)” ex art. 416-bis del codice penale.

L’esecuzione della suddetta ordinanza poteva considerarsi come l’epilogo di un gruppo criminale che nonostante le decimazioni inferte dalla polizia giudiziaria attraverso le diverse operazioni susseguitesi negli anni a partire dalla strage di San Basilio del 1999, ha sempre saputo rigenerarsi. Infatti con l’arresto di Aparo, Rimmaudo e Russotto, tramontava il tentativo partorito dagli ultimi “esponenti di spicco” di fondere il ramo vittoriese di cosa nostra con quello più agguerrito e solido di Niscemi (Cl).

In primo grado i predetti erano stati condannati dal Tribunale di Ragusa con sentenza del 1/6/2012 alla pena di anni 12 di reclusione ciascuno l’Aparo ed il Rimmaudo, mentre il Russotto era stato condannato alla pena di anni 9 e mesi due di reclusione.

In parziale riforma della suindicata sentenza, appellata dai predetti, l’11 giugno scorso la 2a sezione penale della Corte d’appello di Catania ha rideterminato la pena in anni 10 di reclusione per Aparo, confermando 12 anni per Rimmaudo e 9 anni per Russotto.

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