Cultura Strettamente personale

Vincenzo Cerami, Pasolini, la crocifissione, l’autobus e Papa Francesco

Mentre Cristo muore, un autobus appare alle sue spalle

Ieri è morto Vincenzo Cerami.

Scrittore, sceneggiatore, poeta.

In prima media Vincenzo fu bocciato, perché aveva la difterite.

L’anno dopo, quello da ripetere, ebbe come professore d’italiano un giovane friulano: Pierpaolo Pasolini.

Un incidente, per dirla nell’accezione etimologica del termine, un incontro che cambiò la vita del ragazzo.

Pasolini lo educò alla sensibilità letteraria, tirando fuori, maieuticamente, le doti creative del giovane discente.

Negli anni successivi Vincenzo aiutò Pasolini sul set del Vangelo secondo Matteo.

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Il suo compito?

Umilissimo.

Impedire alle auto in transito durante la crocifissione di Cristo, nell’estrema periferia romana, di passare durante le riprese.

Vincenzo si distrasse, e mentre Pierpaolo filmava la morte di Cristo, un autobus apparve sullo sfondo, in maniera straniante, inattesa. Poetica.

Mortificato, Cerami si presentò a Pierpaolo: " A Pierpa', me dispiace, me so pperso l'autobus...!".

E Pasolini: "...ma sai Vincenzo, in fondo io ho fatto un film sulla modernità, quindi l'autobus sullo sfondo non ci sta poi così male..." –

E Cerami: " Eh che infatti io c'ho sapevo: nun te lo volevo di' ma l'ho fatto apposta...".

La scena dell’autobus che contestualizza la morte di Cristo, riportandola ai giorni nostri, nella quotidianità anonima della modernità, è una delle cose più alte che Pasolini, il più grande profeta italiano del 900, abbia potuto regalarci.

Complice la distrazione di Vincenzo Cerami.

Né lui, né il suo maestro avrebbero immaginato che 49 anni dopo, un Cardinale che viaggiava in autobus, di nome Giorgio Mario, avrebbe varcato il soglio di Pietro.

Dimostrando che solo la poesia attinge alla verità.

Ciao, Vincenzo.