Cultura Catania

La terza banca di Peppe Cusumano

Premio a Bellano

Catania - Lo scorso anno ha pubblicato “La terza banca”, un romanzo. Ma lui non è scrittore, e nemmeno poeta. O meglio, Peppe Cusumano, è ufficialmente un bancario, preposto di una filiale in provincia di Catania. E in effetti a Catania fa riferimento la sua famiglia, per quanto lui sia nato a Contarina, in Veneto. Ma Cusumano si può serenamente definire ragusano, abitando sull’altopiano da quand’era ragazzino delle elementari.

Però da sempre scrive. Prima le poesie, e in una fase più matura anche romanzi. Ben quattro, ad essere precisi. Questo “La terza banca” è stato non solo pubblicato, ma apprezzato prima a livello locale, e adesso su scala nazionale. Il romanzo di Peppe Cusumano ha infatti ottenuto un prestigioso premio consegnato personalmente all’autore a Bellano, sul magnifico scenario del lago di Como. A consegnare il premio all’autore ragusano è stato Andrea Vitali, attualmente uno dei più conosciuti ed apprezzati autori italiani. Ma la premiazione, organizzata nell’ambito di “Libri da bere”, una manifestazione da anni consolidata e molto simile alla “nostra” A tutto volume”, è diventata una discussine sulla letteratura tutta ed in particolare sul nostro Cusumano. Che “La terza banca” sia un bel libro, del resto, lo avevamo scoperto noi già lo scorso anno, al momento della pubblicazione. Narra le vicende di un preposto di filiale di una banca locale che viene trasferito in un piccolo paese del centro Sicilia dove si troverà ad affrontare una lunga serie di avventure, lavorative come sentimentali. Autobiografico, si dirà. Si e no. Si perché la vicenda è molto simile a quella effettivamente accostabile all’autore, e no, per il semplice motivo che il libro venne scritto da Peppe Cusumano quando ancora non era un preposto di filiale, non era stato trasferito in un piccolo paese siciliano. Un classico caso di involontaria profezia, in questo caso letteraria, strettamente legata alla realtà, quantomeno quella dell’autore.

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