Lettere in redazione Scicli

Migranti. Se Sampieri, e Lampedusa, fossero l’Isola del Giglio

Visto da Ravenna

Lugo di Romagna - Gentile Redazione,

probabilmente in questi ultimi giorni siete “saturi” di queste notizie e di sfoghi su quanto accaduto, ma come tutti i cittadini Italiani e nella fattispecie con quell’amore che ho per la Sicilia che non riesco a farmi passare non posso fare a meno di esternare quello che penso su quanto accaduto lungo le coste Siciliane e Ragusane in questi ultimi giorni. 

“Questa Nazione, che si definisce Comunità Europea e con essa l’Italia stessa, a distanza di giorni dal disastro prima di Scicli e poi di Lampedusa ancora non ha messo in atto in maniera concreta alcun provvedimento serio, primo tra tutti ed in ordine morale, quello di intervenire per recuperare i resti dell’imbarcazione affondata a 800 mt. dalla costa Lampedusana e dare una giusta ed onorabile sepoltura a quegli esseri umani. Questa nazione è in grado di definirsi tale e di esercitare la propria autorità sui popoli Europei??.

 
In questi giorni si assiste a conferenze stampa, comunicati, richieste di incontri tra i vari membri della CEE e si continua a non dare un segnale forte e vero alla popolazione. Quella povera donna del Sindaco di Lampedusa ha chiesto e urlato aiuto ai suoi governanti ed il risultato come sempre, perché di questo si tratta, è che coloro i quali intervengono come possono e per quello che possono, sono i privati cittadini, pescatori, sub ed anche turisti, assistiamo a scene come quella di Scicli laddove una signora corre tra i cadaveri senza neppur fermarsi un momento a fare quantomeno il segno della croce, mentre gente comune cerca di dare una mano, passiamo alle televisioni ed assistiamo ad interviste fatte agli abitanti di Lampedusa che davanti alla telecamera non resistono alla commozione e nel contempo si domandano perché mentre le navette della Capitaneria di Porto di Lampedusa, aiutate da gommoni sono costrette a fare quello che possono e recuperano qualche cadavere al giorno... ma di navi nemmeno l’ombra.
Forse è davvero difficile prendere delle iniziative congiunte con tutti i paesi membri della CEE e forse siamo davvero arrivati al collasso sociale di una Nazione, quella Europea, che non ha alcun fondamento per poter governare tutti questi popoli, queste culture e queste diversità, ma una cosa è certa, seicentomilioni di euro li abbiamo spesi per risollevare la nave all’isola del Giglio crogiolandoci di essere il primo paese al mondo ad aver fatto una operazione così complessa ( ricordo che gli autori dell’operazione sono Americani e l’impresa che ha costruito le attrezzature è Italiana peraltro di Ravenna) mentre un vecchio peschereccio di legno affondato a 800 metri dalla costa è ancora lì, con degli esseri umani, bambini compresi, che probabilmente finiranno per essere mangiati dai pesci prima che qualcuno prenda il “bastone di comando” e decida a prescindere da tutto, di tirare su quella carcassa e dare seguito ad un gesto che deve essere ben chiaro a tutti noi; la provenienza, la cultura, la religione ed il colore di un essere umano, non conta nulla davanti alla morte e davanti ad essa il dovere di ogni uomo è quello di dare una giusta sepoltura, atto finale di una vita vissuta.. o forse no come il questo caso.

Ultima considerazione di carattere accademico; guardando il libro di geografia di 5 elementare di mio figlio scopro che l’Italia, vista da una cartina fisica, somiglia ad un immenso molo di attracco per tutte le navi che provengono dal resto del mondo e che entrano nel Mediterraneo… e quindi mi domando visto che siamo in Europa; ma è mai possibile che a nessuna nazione Europea, compresa l’Italia, interessi nulla del più grande attracco naturale del mondo …………??. Forse il popolo Europeo non è pronto per la nazione Europea e quindi forse faremmo bene a stare zitti quando il resto del mondo ci guarda come un paese pieno di “ma” e di “forse”..
Che Dio abbia in gloria quei poveri uomini e quei bambini ai quali è stata negata la vita.

Foto di Bartolo Trovato

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