Lettere in redazione Scicli

Palazzo Mormino, le ragioni di un dissenso

E’ il simbolo civile della borgata

Scicli - Apprendo da Ragusanews la notizia della cessione, da parte del Comune di Scicli all’Arma dei Carabinieri, di alcuni locali del Palazzo Mormino di Donnalucata allo scopo di ubicarvi una stazione.

La Giunta Susino ha firmato quest’accordo.

Ci sono purtroppo nella vita delle persone valori non negoziabili come nella vita di una comunità luoghi non disponibili.

Palazzo Mormino era uno di questi.

Molti anni fa ebbi la fortuna di conoscere il Cav. Mormino.

Un uomo amabile, dal tratto signorile disinvolto e discreto. Viveva nell’ultimo periodo della sua vita con la famiglia che lo aveva accudito fedelmente per anni.

Parlammo di tante cose, anche del Palazzo.

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Dopo, seppi che lo aveva ceduto a un prezzo politico al Comune di Scicli perché potesse essere la casa di tutti i cittadini, senza nessuna distinzione, senza nessuna preclusione.

Un gesto magnanimo che ben si attagliava all’uomo.

Il Palazzo, da quando fu costruito, è stato il vero simbolo della Donnalucata alto-borghese.

Una dimora patrizia esclusiva ed elegantissima. Circondata da un giardino segreto e intimo dal quale buganvillee e palme fuggono ancora leggere verso il cielo, racconta storie di un’aristocrazia locale e decadente innamorata della bellezza, della natura e dell’arte che in quella casa, con generosità, si sono armoniosamente incontrate e fuse.

I saloni risuonano, se solo si tende l’orecchio, della musica del Maestro Federico Borrometi e della sua “Filarmonica dei cavalieri” che allietava le calde notti d’estate.

Un popolo che non vive di ricordi è un popolo che ha perso la memoria, è un popolo che non ha storia.

Prima o poi è condannato a una dissoluzione certa, a un oblio meritato.

Non ho nulla contro l’Arma dei Carabinieri. Anzi ne apprezzo lo sforzo e l’eroismo quotidiani! In verità, dall’Arma avrei apprezzato, rifiutando a priori quella sistemazione, una sensibilità culturale diversa in grado di supplire alla miopia artistica degli Amministratori locali.

Palazzo Mormino tutto poteva ospitare tranne una caserma!

L’intelligenza e l’affanno della Giunta Comunale hanno dimostrato, in effetti, quanto poco lungimirante e amante della cultura essa sia.

Scicli, negli ultimi anni, come città riconosciuta patrimonio dell’umanità, si è imposta all’attenzione dei media nazionali ed esteri per una forte vocazione turistica.

La decisione, dunque, di offrire parte del Palazzo Mormino quale sede di una caserma dei Carabinieri, non fa onore alla sua nobile scelta.

Non me ne voglia il Sindaco ma quest’accordo mi lascia davvero spiazzato e malinconico.

Che non venga la Giunta a raccontare ora frottole per giustificarsi agli occhi dei cittadini!

A Donnalucata una caserma poteva nascere in un luogo più idoneo e degno quanto il Palazzo Mormino senza sacrificare stupidamente l’unico gioiello di famiglia che quella Comunità possiede.

Ciò che mi rattrista di più è il silenzio complice e colpevole di uomini o associazioni, dichiaratamente compromessi con una cultura ufficiale di rappresentanza quando si tratta di appendere al petto medaglie.

Il loro silenzio somiglia molto agli altri che impunemente avallarono nel tempo il pedestre rifacimento di Palazzo Spadaro; la lenta agonia di Villa Penna, grazie a un contenzioso infinito tra la famiglia Penna e il comune; l’abbattimento del Collegio dei gesuiti/ Palazzo Miccichè e del palco della musica (oggi, quest’ultimo, per fortuna ricostruito dov’era e com’era) e, prima ancora, l’ingrata e ingiustificabile demolizione della chiesa di Santa Maria La Piazza e la vile sconsacrazione del Duomo di San Matteo con tutto quello che poi ne derivò. Forse quest’ultima è stata la vergogna più grande, la vera maledizione del nostro popolo.

Io non ci sto.

La mia è la voce dell’Uomo della strada che s’indigna per un bene pubblico, arbitrariamente e gratuitamente snaturato nella sua funzione. Il fine non giustifica i mezzi. E anche se il fine è apprezzabile, il danno culturale d’immagine è tale che mai potrà essere risarcito.

Così continuando, lasceremo ai nostri figli solo macerie e lacrime.

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