Lettere in redazione Reclamo

Pirelli P Zero, gli orologi che odorano di Swatch

Parlo e scrivo da titolare unico di orologio P Zero Tempo, un cronografo a tecnologia Pirelli, distribuito da Sector ma con design Bulgari

Scicli - Il fatto è che un marchio noto, prima che glamour, sexy e fashion deve essere affidabile.

Se poi il marchio -fascinoso quanto vogliamo con quella P allungata dal sapor tutto italiano- appartiene al grande mondo dell’industria nostrana, allora l’affidabilità non è solo richiesta ma anche dovuta.

Sicuramente, qualcosa sarà andato storto alle produzioni Pirelli che -con un progetto accattivante di industrial design e diversificando le antiche e affidabili distribuzioni del marchio, leader mondiale negli pneumatici- da 10° anni circa sfornano gli P Zero orologi, delizia dei mercati e croce per i clienti.

Parlo da cliente, ovviamente.

Parlo e scrivo da titolare unico di orologio P Zero Tempo, un cronografo a tecnologia Pirelli, distribuito da Sector ma con design Bulgari.

Un capolavoro d’architettura moderna con strutture in acciaio e gomma da legare intimamente al polso.

Un cronografo al quarzo con vetro in zaffiro, cassa in acciaio con ampio cinturino in Poliuretano e fibbia ad ardiglione.

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Bellissimo, a vedersi. Una delusione totale, in pratica di utilizzo!

Consigliato per impieghi subacquei, così recitava il bugiardino delle istruzioni, avrebbe dovuto resistere fino a 100 metri di profondità e a una pressione di 10 atmosfere. Un piccolo mezzo anfibio e corazzato da polso, secondo le caratteristiche del venditore. In realtà un prodotto mediocre pieno di difetti di assemblaggio e costruzione e non poche frustrazioni per il cliente finale.

La cassa in acciaio dell’orologio termo saldata al cinturino ne forma un tutt’uno, bello solo da vedere.

È nel nome della termo saldatura che inizia e finisce, infatti, la mia via della Croce.

Dopo un anno dall’acquisto di questo po’ po’ di cronografo Pirelli si stacca il cinturino dalla cassa in acciaio. Si dissalda proprio, mica si stacca e basta.

Decido di portarlo in assistenza, dal venditore sciclitano, una nota gioielleria che fa pure da oreficeria e anche da orologeria del mio paese, evidenziando il difetto del fabbricante al mio orologio.

Anche perché io, in 10 mesi circa di possesso avrò indossato il P Zero una ventina di volte, non ho fatto alcuna immersione con superamento di soglia subacquea dei 100 metri, e non ho manco tentato la scalata o la discsa, se volete, alle 10 atmosfere tecniche.

Non sono andato al polo Nord e non ho lasciato il cronografo a prendere il sole nel deserto del Sahara.

Insomma, a farla breve, un uso normalissimo per un orologio che si candidava a essere dalle prescrizioni di fabbrica un carro armato segna orario.

La mia distrazione atavica e pure primordiale mi fa perdere lo scontrino d’acquisto, pertanto il lavoro di riparazione -così parlò il commerciante- doveva essere eseguito con la causale “non in garanzia”.

Eppure sono stato ed ero un cliente storico della gioielleria che me l’ha venduto. Ci voleva forse un nanosecondo o poco meno a cercare tra lo storico degli scontrini di cassa e reperire il mio.

Era passato solo un anno dall’acquisto.

Ma tant’è che Io lo scontrino non ce l’avevo più, il venditore se n’era lavato le mani e, rimanendoci malissimo per il trattamento ricevuto da cliente, l’ho mandato lo stesso e a mie spese in assistenza.

Tramite il negoziante, che ha fatto da mediatore e vettore tra il proprio cliente con l’acquisto ancora in garanzia ma senza scontrino e, naturalmente, l’assistenza Pirelli. O presunta tale.

L’orologio ritorna a casa dopo alcuni mesi con il cinturino nuovo, sostituito e “saldato” alla cassa. Senza garanzia da centro assistenza riconosciuto dalla casa madre, con un costo totale operazione di ripristino di 130 euro. Incluse spese di spedizione.

Passano 12 mesi e la storia si ripete.

Il cinturino si ri-dissalda dalla cassa in acciaio, stesso problema e l’orologio non è più utilizzabile.

Dal negoziante, la nota gioielleria di Scicli che ha venduto il Pirelli zero ai miei amici (è stato un regalo per i miei primi 40 anni, ecco perché ci tengo al P Zero), da allora non ci ho messo più piede.

E manco lo farò adesso. L’orologio è così come lo vedete in foto.

Il difetto del fabbricante c’è e si vede. Un limite di realizzazione che, con un venditore differente da quello che ho avuto io, avremmo comunque fatto notare alla casa madre.

La cassa in acciaio non è termosaldata ma legata al cinturino con un collante speciale che dura 1 anno, a volerlo tenere nel cassetto del comodino e senza indossarlo al polso.

Una fregatura colossale per i clienti Pirelli per nulla soddisfatti del prodotto P Zero nato col difetto di fabbrica in corpo e funestati da un’assistenza che non c’è.

Per non parlare della rete dei venditori, specie quelli sciclitani, di cui la Pirelli, quella fashion con la P allungata, no ha mai avuto notizia, ma che deve, però, assolutamente conoscere.

Oddio, non sarà affidabile e costoso come un Rolex il mio crono P Zero con cassa in acciaio e cinturino in caucciù, ma neppure uno swatch usa e getta è.

O meglio, non doveva essere un orologio usa e getta il mio Pirelli, almeno nelle primitive intenzioni del produttore.

Questo valeva fino a pochi minuti fa. Quando decido di cercare una rete assistenza P zero Tempo cui affidare il mio crono.

E che ti scopro? che il dottore Antonio Gallo responsabile da 11 anni del progetto P Zero per Pirelli inizia la sua carriera manageriale alla Swatch, come responsabile collezione orologi!

E il mistero del mio crono Pirelli usa e getta, che usa e getta per il prezzo offerto al dettaglio non è, con cassa incollata e non termo saldata al cinturino è presto svelato.

La dottrina del marchio Pirelli consegnata al teologo della Swatch: l’affidabilità di un brand che ha scritto da vincente la storia degli pneumatici nel mondo, nelle mani del professionista del fashion da polso, glamour, eccitante e che dura il tempo di un’Ave Maria.

Sinceramente, sarebbe il caso di accorciarla quella P prima dello Zero. Troppo lunga è.

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