Cultura Ragusa

Luca Madonia a Ragusa: Io, Carmen Consoli e Battiato

"Gli iblei sono il Chianti della Sicilia"

Ragusa - Due appuntamenti con la musica elegante di Luca Madonia, stasera e domani pomeriggio, presentati dal Teatro Donnafugata di Ibla, quale significativa ouverture della nuova stagione diretta da Carlo Ferreri. Incontriamo il musicista catanese.

Stasera la sua prima qui a Ragusa. Qualche anticipazione sullo spettacolo?

“Si tratta di uno spettacolo acustico, perché è il luogo stesso che chiede questo. Il teatro è un sito delizioso, una situazione molto raccolta, intima, per cui alcune canzoni saranno portate in scena così come sono state concepite, con un vestito minimale. Ed è molto intrigante, perché sul palco ci sarà tutta la mia storia, in un’ora e mezzo di musica. Comincerò dagli esordi coi Denovo, fino all’ultimo album, da cui è tratto il pezzo che ho portato a Sanremo. La mia storia, assieme ad alcuni brani di altri, che amo, che mi diverte eseguire”.

Com’è nata la liaison col Teatro Donnafugata di Ibla, che ha reso possibile queste due serate ragusane?

“Mi ha chiamato direttamente il direttore artistico Carlo Ferreri, e io ho detto subito di sì, perché trovo questo teatrino davvero meraviglioso. Conosco molto bene Ragusa, Modica, Scicli, posti di una bellezza incredibile. In queste zone trovo un civismo superiore, è un po’ come il nostro Chianti. Mi accompagnerà Giampaolo Romania, che è un collega di teatro di Carlo: diciamo che siamo anche fra amici. Questo è, tra l’altro, l’ultimo concerto che affronto prima dell’uscita del nuovo disco, la sintesi di due anni molto intensi, per cui ci tengo in maniera particolare. L’anno prossimo dovrebbe uscire un nuovo lavoro, e poi partirà un tour per presentare le nuove canzoni. Ho registrato il disco con la produzione di Carmen Consoli e di Tony Carbone. Abbiamo lavorato con molta intensità ma senza fretta a dieci brani nuovi. La tournée sarà un tornare on the road”.

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Ha parlato più volte della sua storia. Facendo un passo indietro, potrebbe fare un rapido bilancio della sua carriera artistica?

“Lego i miei esordi ai Denovo, e, a proposito del gruppo, c’è in programma qualcosa di bello: il prossimo anno cade il trentennale dall’uscita del primo disco dei Denovo. Abbiamo ritrovato moltissimi inediti, e stiamo lavorando per selezionarne alcuni, che hanno un valore importante, per un disco. Sarà una bella festa, un bel regalo a noi e ai fans”.

Prima accennava a Carmen Consoli, e non possono non venirci in mente tutte le sue preziose collaborazioni, con questa talentuosa cantautrice, con Franco Battiato.

“Con Carmen ci conoscevamo da molto tempo, ma il rapporto si è ulteriormente consolidato quando è venuta a duettare con me a Sanremo. È nata allora l’idea di lavorare insieme. Carmen è un talento estremo, meraviglioso, ed è stata una presenza molto importante nel mio nuovo lavoro. Le mie collaborazioni denotano una grande amicizia, del tutto diversa dalle situazioni finte, di cassetta, in cui consistono tante relazioni tra artisti. Con loro ho un rapporto vero, di stima, un confronto musicale, un’amicizia che sfocia nel lavoro e questo è molto stimolante”.

Da un musicista che ha scelto di lavorare nella sua terra, vorremmo una battuta sulla Sicilia, la Sicilia della musica, quella che lei vive e quella che vorrebbe.

“È una terra fantastica. L’adolescenza porta alla fuga, ma io sono tra quelli che hanno deciso di lavorare qui, in questa terra che carica, che amo, pur con le sue contraddizioni. Credo che sia una posizione da privilegiati il trarre ispirazione da questi luoghi, comporre e poi esportare la nostra musica”.

La Sicilia