Lettere in redazione Donnalucata

Micenci, da pantano a discarica edile

Ci scrive l’antropologo Alessandro Lutri

Scicli - Spett.le Redazione,
La spiaggia Micenci di Donnalucata, questa estate è assurta agli onori della cronica per l’affiorare di sorgenti d’acqua che ne hanno reso impraticabile la vasta aerea corrispondente alla discesa di via Lido. La settimana scorsa ho visitato la borgata sciclitana, incuriosito dall’ evento, e devo dire che, scendendo da via Lido, il tanfo di muffa si poteva avvertire già a metà strada; poco dopo alla vista, appariva la spiaggia coperta da un soffice manto verdastro prodotto dalla presenza dei muschi. 
Ma tant’è! Perché dannarsi tanto? Queste fonti sono pur sempre un fenomeno naturale che verosimilmente stanno all’origine dello stesso nome di Donnalucata. 
L’aspetto che invece mi ha realmente inorridito, e che di naturale ha solo l’inciviltà dei cittadini, è notare che la spiaggia di Micenci è divenuta una discarica abusiva di materiale di risulta dell’edilizia. Si tratta di una larga e lunga striscia di detriti di varia natura (piastrelle, forati, marmi, calcinacci) e di varie dimensioni (da piccoli frammenti fino a veri massi di cemento e blocchi di tufo) che si estendono dall’altezza di via Lido fino alla Via del Palo Rosso. Secondo quanto riferitomi da persone del posto, sarebbero prodotti provenienti da lavori di ristrutturazione effettuati nelle stesse abitazioni prospicienti la spiaggia, che già da sole fanno brutta mostra di sé. Certo, è difficile pensare che chi fruisce direttamente della spiaggia la possa danneggiare, ma è pur vero che l’inciviltà produce questo circolo vizioso ed è alimentata da una buona dose di ignoranza. Non sarebbe difficile togliersi il dubbio e risalire ai responsabili, poiché in questo materiale sono presenti residui di piastrelle nuove, tagliate per adattarle nelle dimensioni opportune ai rivestimenti. Tra questi residui, ad esempio, vi sono numerosi frammenti di piastrelle nuove, di colore blu, e … chissà se in qualche abitazione c’è un bagno rivestito di blu?
Questo comunque è un danno rimediabile, purché l’ Amministrazione Comunale prenda l’iniziativa di pulire l’arenile con un trattore munito di un grosso rastrello.

PS.: per la serie “Il brutto che avanza”, anch’io sono rimasto negativamente impressionato dall’intonaco bianco sulla chiesa di San Matteo, che vedrei, invece, ristrutturata nella classica pietra giallo ocra del barocco della Val di Noto.

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