Sanità Scicli

Renato Cannizzaro, gastroenterologo di fama, originario di Scicli

E primario ad Aviano

Scicli - Scicli - Gastroenterologia: il punto di Renato Cannizzaro a Salute in Forma, in onda su Rai Tre.

Cannizzaro, 56 anni, originario di Scicli, è primario di Gastroenterologia al CRO di Aviano, è alla guida della Federazione Italiana Società Malattie Apparato Digerente.

Un semplice test del sangue potrebbe rivelare le persone ad alto rischio di tumore allo stomaco. L'esame, effettuato soltanto tramite un normale prelievo venoso, e sino a oggi utilizzato per la diagnosi della gastrite, misura le tracce della secrezione gastrica nel sangue e la loro presenza nello stomaco.

«Ad oggi non disponiamo di marcatori specifici che possano aiutarci a verificare la presenza di un carcinoma gastrico in fase iniziale, per questo abbiamo pensato di usare questo test che permette di valutare una serie di marcatori (pepsinogeno I, pepsinogeno II e gastrina-17) che identificano il tipo di gastrite e la sua sede all'interno dello stomaco, per valutare gli stati precancerosi e monitorare quei pazienti che potrebbero essere a rischio di ammalarsi» spiega Renato Cannizzaro.

Quello allo stomaco è uno dei pochi tumori di cui si registrano sempre meno casi, ma e ancora spesso letale perché nella maggior parte dei casi viene diagnosticato tardi.

La ricerca italiana dimostra che la familiarità al tumore dello stomaco e l'assenza o un basso livello di acidi gastrici (causato dall'atrofia gastrica) rappresentano un campanello d'allarme fondamentale per identificare le persone ad alto rischio. Analizzando i dati di quasi 200 persone (fra pazienti con tumore allo stomaco e loro parenti di primo grado) seguiti dal 2009, i ricercatori hanno ap- purato che il test consente di identificare la presenza di una gastrite cronica, definirne le caratteristiche, stabilire se è presente il batterio Helicobacter Pylori e quindi decidere se sia necessaria o meno l'endoscopia per quel paziente. Inoltre, è emerso che oltre il 16% dei malati esaminati aveva familiari che si erano ammalati in precedenza. Le persone con familiarità alla malattia nel 9,7% dei casi presentavano già lesioni pre-cancerose nello stomaco, non ancora diagnosticate. Infine, fra i parenti dei malati, ben il 38,9 % aveva un'infezione da Helico-bacter.

Nel nostro Paese ogni anno sono circa 13.200 le nuove diagnosi di carcinoma gastrico e anche se le ragioni del calo nel numero dei casi non sono del tutto chiare, è certo che l'alimentazione gioca un ruolo importante fra le cause scatenanti, come provano le differenze regionali nella classifica dell'incidenza, che vede in testa regioni a forte consumo di insaccati e carni rosse specie se cotte alla brace. «Una dieta ricca di cibi affumicati o salati ne puoò favorire l'insorgenza, così come il consumo di alcol e il fumo di sigaretta, che possono contribuire alla trasformazione del tessuto gastrico in senso tumorale — dice Cannizzaro—. Ora sappiamo pure che chi ha un parente di primo grado (genitori, fratelli, figli) che ha avuto un tumore allo stomaco è più a rischio, anche perché abbiamo capito che una parte dei casi è ereditaria, in quanto legata ad alcune alterazioni genetiche che si possono trasmettere. Poi c'è la sempre maggiore consapevo- lezza del ruolo svolto dall'Helicobacter, un batterio responsabile anche dell'ulcera gastrica e duodenale: la sua presenza nello stomaco può alterare, nel corso di anni, i delicati equilibri che esistono fra le cellule. Studi recenti, infine, hanno dimostrato che chi soffre di gastrite atrofica ha una probabilità persino sette volte maggiore di sviluppare un carcinoma gastrico».

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Qui intervistato da Rai Tre: