Giudiziaria Scicli

Cassazione: sequestro di Baia Samuele? Ingiusto

Misura iniqua

Scicli - La Corte suprema di Cassazione accoglie i due ricorsi presentati dai difensori del villaggio turistico Baia Samuele, sul litorale sciclitano, che era stato sottoposto a sequestro, come anche il vicino Marsa Siclà, lo scorso 19 gennaio dai carabinieri della Compagnia di Modica e dalla Capitaneria di Porto di Pozzallo, su disposizione della Procura distrettuale antimafia di Catania, per possibile traffico illecito di rifiuti, in special modo fognari.

I sigilli a Baia Samuele erano già stati tolti su decisione del Tribunale del Riesame di Catania, in accoglimento dell’appello proposto dall’avv. Aldo Lazzaro, del Foro di Catania. Dopo 9 mesi il villaggio, di proprietà della Sampieri srl, appartenente al marchio Igv, ha quindi seguito le sorti toccate al Marsa Siclà, dissequestrato dalla Corte Suprema di Cassazione. Quest’ultima, in accoglimento del ricorso del Collegio difensivo di Baia Samuele, concorda con le conclusioni a cui è addivenuto il Tribunale del Riesame di Catania, ritenendo che non sussistano elementi sui quali possa dirsi integrato il fumus.

Allo stato, l’avv. Lazzaro preferisce comunque non aggiungere dettagli in merito alle motivazioni depositate dalla Corte suprema di Cassazione.

Intanto si è svolta il 14 novembre la prima udienza dinanzi al tribunale distrettuale di Catania scaturita dall’inchiesta sui villaggi. È stata caratterizzata da una serie di eccezioni sollevate dal Collegio difensivo, che, tra le altre cose, ha sostenuto l’inutilizzabilità degli esiti delle analisi effettuate dal Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, dal momento che, come sostiene la difesa, si è appoggiato a un laboratorio privato.

Il pubblico ministero, Antonella Barrera, che aveva chiesto termine, trovando accoglimento da parte del giudice Rosalba Recupido, si è pronunciato martedì rigettando tutte le eccezioni. Non ravvede affatto l’incompatibilità, sostenuta dalla difesa, nei ruoli rivestiti nel corso dell’inchiesta dal Cnr, che era stato individuato quale ausiliario di Fulvio De Lucchi, il consulente tecnico del Gip di Catania, né ritiene inutilizzabili, come vorrebbe il Collegio difensivo, gli esiti delle analisi effettuate dal Cnr. Fuori tempo, invece, l’istanza di ricusazione del consulente tecnico d’ufficio del Gip De Lucchi, avanzata dagli avvocati dei resort perché “hanno lavorato insieme il consulente di parte e quello super partes”.

Resta, attualmente, ancora sotto sequestro parte del villaggio turistico di Marispica, sul litorale ispicese, appartenente allo stesso gruppo di Baia Samuele. Sotto sigilli, per lo più, gli impianti delle piscine e quello fognario, motivo per cui il resort non ha potuto aprire battenti la scorsa stagione. La struttura ricettiva conta di potere seguire le sorti dei due “colleghi” del litorale sciclitano, adeguando gli impianti delle piscine e fognario per potere richiedere le necessarie autorizzazioni e riprendere l’attività in tempo per la prossima estate.

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