Lettere in redazione Donnalucata

Carmelo: Io, cresciuto a palazzo Mormino

Le volontà del Cavalier Mormino

Scicli - Mi riferisco ad una nota scritta con molta capacità espressiva e con molto garbo da un lettore anonimo in merito alla decisione del Sindaco di Scicli di assegnare alcuni locali della Villa Mormino a Donnalucata all’Arma dei Carabinieri.

Premetto che ho un figlio che per passione è nell’Arma da ormai molti anni e quindi si può facilmente dedurre l’attenzione e l’affetto che la mia famiglia ha nei confronti di questa nostra bella realtà.

Appartengo alla famiglia che per moltissimi anni ha accudito amorevolmente il Cav. Antonino Mormino. Mio padre, Salvatore, che ora vive a Donnalucata, lo ha seguito per oltre 50 anni e lo ha assistito fino a Suoi ultimi giorni. Noi lo chiamavamo molto affettuosamente Nonno Ninì e a Lui dobbiamo gran parte della nostra educazione e della nostra preparazione alla vita. Conosco molto bene la Villa perché ci sono praticamente cresciuto e ho un ricordo bellissimo di quegli ambienti veramente particolari e del giardino che per i primi anni fu accudito direttamente dalla mamma del Cav. Mormino, Donna Raffaella Grimaldi. La posizione dell’edificio poi è veramente unica, dominando il paese con una vista direttamente sul mare. Il tutto rende questo edificio una perla che fu generosamente messa a disposizione della collettività.
Conosco molti particolari della costruzione di quell’edificio per aneddoti raccontati da Nonno Ninì e conservo ancora alcuni disegni originali degli ambienti e dei particolari esterni realizzati in pietra locale. 
La villa fu “venduta” dal Cav. Mormino ad un costo decisamente simbolico al Comune di Scicli perché fosse utilizzata come “Casa dei Donnalucatesi” alla sola condizione, riportata sull’atto notarile, che si realizzasse un asilo per i bambini, come poi fu fatto. Questo non fu l’unico atto di generosità nei confronti del Comune, in quanto su Sua disposizione la moglie, Rossana Arvati dopo la Sua morte cedette gratuitamente all’Amministrazione una raccolta di lettere scritte da Mazzini allo zio Emanuele, perché diventassero una ulteriore bella realtà del nostro territorio.

La Casina Rossa, nell’intenzione del Cavaliere doveva diventare luogo di incontro, ove realizzare feste, corsi di formazione, momenti di aggregazione. Doveva assumere il ruolo di fulcro di attività mirate alla crescita di Donnalucata, seguendo la sua vocazione di luogo turistico per la sua posizione, la cultura, il mare, i suoi palazzi storici, la disponibilità all’accoglienza dei Donnalucatesi.

Per questo non sono affatto d’accordo con la decisione del Sindaco di cedere una parte dei locali all’Arma dei Carabinieri per farne un Comando Stazione. Questo comporterebbe inevitabili opere di adattamento, quali l’installazione di sistemi di sicurezza, di grate alle finestre e di antenne sulla copertura, oltre alla disponibilità di spazi per i mezzi. E questo sarebbe in pieno contrasto con le intenzioni del Cavaliere Mormino e comunque sarebbe causa di un peggioramento dell’aspetto esteriore dell’edificio. Per questo voglio sperare che questa decisione sia presto rivista. 
Ritengo che i Carabinieri possano tornare ad occupare gli spazi che per anni hanno utilizzato, oppure che per le loro esigenze possa trovarsi una sistemazione diversa, certamente più consona alle specifiche necessità.