Giudiziaria Modica

Lesioni, condannata Leonora Marchesi

5 mesi con la condizionale

Ragusa - Si conclude con una condanna in primo grado da parte del Collegio penale del tribunale di Ragusa il procedimento che ha visto imputata la 50enne Leonora Marchesi, originaria di Cremona, ma residente da anni a Modica, con pregiudizi di polizia per estorsione.

Cinque mesi di reclusione, con la sospensione condizionale, per il reato di lesioni nei confronti di un 70enne modicano, a fronte della richiesta del pubblico ministero di 4 anni e 8 mesi di carcere.

Inizialmente la Marchesi, insieme con l’amica Caterina Fidone, 23 anni, di Modica, entrambe difese dagli avvocati Enrico e Maria Platania, doveva rispondere anche dell’ipotesi di reato di rapina ai danni del 70enne modicano di sua conoscenza, ma, nel corso del procedimento, il reato è stato derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e, dato che si è registrata la remissione della querela da parte del 70enne, il Collegio penale ha deciso per il non doversi procedere.

La Fidone risulta quindi del tutto scagionata visto che doveva rispondere solo di questo capo d’imputazione, in quanto il reato di lesioni nei confronti del 70enne era attribuito soltanto alla Marchesi.  

Le lesioni per le quali è stata condannata la Marchesi sarebbero state procurate all’anziano una sera, dopo avergli dato un passaggio, per sottrargli dal portafoglio 75 euro in contanti. Entrambe le imputate hanno sempre sostenuto di avere incontrato l’uomo, che conoscevano, per caso vicino al Baricentro, a Modica bassa, e di avergli offerto un passaggio verso casa.

È allora che la Marchesi, secondo l’accusa, gli avrebbe sottratto il denaro con violenza prima di farlo scendere dal veicolo, pur essendo ancora lontano da casa, peraltro procurandogli una frattura alle costole ed escoriazioni varie. Fu proprio l’uomo a chiamare col cellulare, ancora dolorante, la polizia del Commissariato di Modica, con la quale collaborò per l’individuazione delle due donne. A confermare la frattura delle costole furono i sanitari dell’ospedale Maggiore.

Quando furono sentite dai giudici, le imputate riferirono di avere restituito il borsello, lasciato dall’uomo in macchina, senza nemmeno aprirlo. Secondo quanto riferì la Fidone, sarebbe stata la Marchesi, in auto, ad estrarre il portafogli dalla tasca per vedere un documento di identità dell’uomo, che, come sostenuto dalla Fidone, la Marchesi conosceva bene e con il quale, secondo la 23enne, aveva un rapporto più che amicale intimo. Dopo il carcere le due donne furono sottoposte al regime degli arresti domiciliari.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1539962791-3-despar.gif