Cultura Modica

Un film su Ciccio Belgiorno

Per la regia di Ignazio Agosta

Modica - Fab, una sigla, un marchio. Franco Antonio Belgiorno. Anzi. Ciccio.

A cinque anni dalla morte, un docufilm sulla vita e sull’attività pubblicistica di Belgiorno, scrittore, giornalista televisivo presso la Zdf tedesca, opinionista e polemista scomodo.

Siracusano di nascita, modicano d’adozione, Ciccio Belgiorno è stato un esule. Esule in Germania, dove ha rimpianto il giardino della casa del quartiere Cartellone, esule a Modica, dove vantava le amicizie comprensive degli intellettuali sciclitani, in opposizione ai modicani che non lo capivano, e poi la Sampieri, metro e misura del mondo.

Per merito di Ignazio Agosta, regista modicano formatosi nella Capitale, dove ha collaborato, fra gli altri, con Nino Manfredi, la vita di Ciccio Belgiorno diventerà un docufilm di una cinquantina di minuti, le cui riprese sono iniziate da qualche settimana.

Interviste ad amici, parenti, compagni di avventure, e poi il viaggio letterario, attraverso i suoi racconti, che per brevi stralci Agosta ha intenzione di sceneggiare.

Le riprese sono in full Hd Canon, la produzione è di Kathleen Aurigemma, la distribuzione potrebbe essere affidata a Rai Tre, ma è presto per dire.

Di certo la pubblicazione del docufilm è prevista per la seconda metà del 2014. Agosta ha coinvolto i familiari, la sorella di Ciccio, Giorgetta, il fratello Donatello, l’amata zia Alba, lucidissima, 93enne, gli amici. Bellissima la testimonianza di uno di loro: “C’era un battesimo? Ciccio avrebbe voluto essere il battezzato. Un matrimonio? Ciccio voleva essere la sposa. Un funerale? Ciccio avrebbe voluto essere il morto”.

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Edito da Sellerio, Belgiorno è stato scrittore, giornalista, collezionista delle traduzioni di Joyce (centinaia le versioni da lui custodite delle traduzioni joyciane), traduttore egli stesso dei grandi classici siciliani in Germania.

Sulla linea ideale di Raffaele Poidomani Moncada, Belgiorno ha interpretato l’animo di modicani con acuto spirito critico, avendo con la città del “giardino e l’assenza” un rapporto catulliano: “nec tecum, nec sine te vivere possum”.

E’ probabile che il documentario recuperi le pellicole in super 8, ritraenti le mitiche feste dell’Archimede, scuola frequentata da Ciccio, entrate nell’immaginario di molti per il loro carattere goliardico e scanzonato. Spalla di Ciccio era quel Marcello Perracchio oggi noto al pubblico mondiale per essere diventato il dottor Pasquano, il medico legale ne “Il Commissario Montalbano”.

Il ritratto postumo di Franco Antonio Belgiorno si avvarrà anche di contributi televisivi, fra cui interviste a Video Mediterraneo, un lungo faccia a faccia con Giorgio Fratantonio, dialoghi fra i suoi amici, rubati, come in una candid camera, al Caffè Letterario Brancati di Scicli.

Un omaggio, dovuto, quasi tardivo, a un personaggio che ha dato a Modica dignità letteraria, che ne ha condiviso aneliti e speranze, sentendo tradito il proprio amore cieco e non sempre corrisposto.

Chi è Ignazio Agosta

Nato nel 1948, aiuto regista nel 1979, Ignazio Agosta si fa conoscere presso il grande pubblico televisivo nel 1993 per la regia e la sceneggiatura di alcuni episodi del serial “Un commissario a Roma”, interpretato da Nino Manfredi.

Nello stesso anno il suo cortometraggio a soggetto “Partenze” è incluso in “80mq- Ottantametriquadri”, film firmato anche da Cecilia Calvi, Luca D'Ascanio, Dido Castelli e Luca Manfredi. È inoltre scrittore (Il cavaliere e altri ricordi) e regista pubblicitario.

Nel 1996 nasce Filmago, che si avvale della storia e dell'esperienza più che ventennale di Ignazio Agosta e Kathleen Aurigemma, che in qualità di regista il primo e di producer la seconda, hanno realizzato documentari, prodotti di puro intrattenimento (in proprio e per conto di altre società ed istituzioni), film pubblicitari, fiction cinematografica e televisiva, campagne promozionali e conventions, ottenendo anche riconoscimenti a livello internazionale.