Lettere in redazione Ragusa

L’avv. Gulino: arresto Calcaterra, quando la cattiva notizia fa notizia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ragusa - Comprendo le esigenze giornalistiche: la “perp walk”, reale o mediatica che sia, piace alla folla e “fa leggere” la notizia. D’altra parte, la berlina è cosa assai poco nuova. E, da sempre, è la “cattiva notizia” che fa “notizia”. 
Sicché non mi ha stupito lo strepito con cui è stata data l’informazione relativa all’arresto di un avvocato, per di più avvenuto al di fuori dei confini nazionali.
Trovo però imprescindibile, ad esclusiva tutela della dignità del mio assistito e della sua famiglia, fornire alcune doverose precisazioni.
Il suo trattenimento coatto nell’isola di Malta non ha nulla a che fare con la c.d. “inchiesta sulle aste giudiziarie” che tanto rilievo ha avuto in questi giorni nei mezzi di informazione, men che meno con l’indagine che è seguita all’indomani della triste morte di Giovanni Guarascio.
L’avv. Calcaterra è stato trattenuto contro la sua volontà ad opera delle Autorità maltesi perché incolpato di aver utilizzato fraudolentemente, a Malta, documentazione bancaria apocrifa e per ivi aver acquistato banconote falsificate.
Trattasi di provvedimento coercitivo di natura pre-cautelare di esclusiva competenza maltese, per nulla riconducibile alla giustizia italiana.
Detto questo, va precisato che per il sistema processuale maltese l’adozione di una misura pre-cautelare non passa attraverso la valutazione degli indizi di colpevolezza ad opera di un giudice terzo. Il giudice, nella prima fase del procedimento, quale è quella che riguarda il mio assistito, non entra nel merito delle accuse, dovendosi limitare a prendere atto delle stesse e decidere, in base al tipo di accusa ed alla persona dell’accusato, se questi possa essere processato a piede libero ovvero in stato custodiale.
Nel caso dell’avv. Calcaterra l’unica ragione che ha imposto al giudice di non adottare la libertà su cauzione è il suo stato di cittadino straniero, con l’intrinseco pericolo di fuga che ne deriva. Infatti, nei confronti dell’altra persona alla quale si muovono le stesse accuse, un cittadino maltese, non è stata adottata alcuna misura restrittiva in considerazione dei suoi collegamenti stabili con lo Stato procedente.
In buona sostanza, la misura restrittiva adottata non offre alcuna cifra corretta circa la fondatezza delle accuse, accuse che si provvederà a confutare nel prosieguo del procedimento; accuse nei confronti delle quali – è bene dirlo – l’avv. Calcaterra si è dichiarato “not guilty” (non colpevole).

Foto Freetime Magazine

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