Lettere in redazione Noto

Un impianto di energie alternative ad alto impatto nella terra dei vini

Il senso dei luoghi

Noto - Mi sono trovata a leggere l’ articolo, apparso verso la fine di novembre sulla Gazzetta del Sud, a firma Cetty Amenta,  titolato  “l’impianto termodinamico non minaccia l’ambiente”.

Leggo e rileggo.

Mi auguro che la giornalista abbia frainteso, ma ho serie preoccupazioni che non sia così.

E allora Le scrivo,.. signor sindaco.

 Personalmente….senza troppe paure…. sperando di insinuare almeno un solo esile dubbio,  in quella  posizione che appare…. granitica.

 

Dice: “personalmente non sono né a favore né contro “ ;  abbia almeno la consapevolezza  ed ammetta  che Lei è a favore, diversamente  la invito  a rileggere l’articolo, che da solo La smentisce. (Non un solo dubbio serpeggia fra le Sue argomentazioni).

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Anch’io, personalmente, sono come Lei, molto favorevole  al “piano strategico mondiale” che spinge verso le energie alternative. Di più; credo che non ci sia discussione in merito. Nessun cittadino di senno e civile, sarebbe contrario.

Il fine è  però quello di sostituire le fonti  tradizionali inquinanti, con fonti alternative;  ma non machiavellicamente, a scapito delle zone agricole, 

nella fattispecie di pregio,

violentandole con distese selvagge di impianti.

Semmai occupando zone già “perse”: industriali, desertiche, contaminate, inutilizzabili ecc.

Allora si avremo fatto una grande opera!

Altrimenti faremo una grande opera che distrugge un’altra grande opera….. e ahimè,  non avremo fatto nulla.

 

E allora mi chiedo: ma Lei è stato a Bonivini ? Conosce questa zona a dieci minuti dai mari ?

Con colline gentili, ulivi e carrubi centenari, mandorleti, agrumeti, vigne, dolci declivi che parlano di una storia antica di agricoltura?

Non si è accorto che ci sono,  abitazioni, strade e  aziende? ( Assennato, Gurrieri, Marabino, Planeta,  e altre minori,  di cui la invito almeno a scorrere i siti )

 E che negli ultimi anni stanno cercando di crescere, nonostante la crisi, l’agricoltura in ginocchio, le infrastrutture carenti!

 Non la rende orgoglioso pensare di trovare i prodotti d’eccellenza di queste zone,  sulle tavole di tutto il mondo?

 

 

Si è soffermato a pensare perché questa splendida contrada porta il nome che porta?

Si chiama Buonivini!

 Le cambi anche nome allora,  la chiami contrada “Sunpower”, se non vuole come dice Lei mummificarla!. (se si riuscisse poi anche organizzare una raccolta rifiuti, visto che per trovare un cassonetto devi tornare alla stazione di Rosolini o andare a Marzamemi o a Pachino!)

 

E pensare che è  ancora per molti versi un germoglio, tanto c’è ancora da fare e  tante sono le opportunità  che ha in serbo.

 

Non ci sono particolari vincoli?

Perché,  se non ci sono norme che  tutelino questi territori meravigliosi (e parlo qui di tutto il territorio delle Strade del vino e dei sapori del Val di Noto )

 insisto  se non ci sono vincoli paesaggistici, abbiamo il diritto di stravolgerli recando danno a tutti?

 Forse è arrivato il momento di metterli, i vincoli, altrimenti per avere energia pulita,

il bellissimo territorio che si estende verso il mare verrà coperto inesorabilmente  da distese di impianti di produzione di energia, che purtroppo rende più dei campi di grano.

 

Per quanto riguarda poi l’energia prodotta a basso costo…. ho grandi perplessità,

 fino ad oggi significa solo grandi guadagni per pochi, non certo un beneficio per tutti.

Anzi, se controlla la bolletta, sempre più cara, la troverà caricata di una voce di contributo per le energie alternative;  

credo che le aziende limitrofe un beneficio non lo avranno che da un loro impianto, piccolo, magari sulle tettoie esistenti.

Insomma non credo sia il caso di fare vigneti nel deserto e impianti fotovoltaici a Bonivini.

 Che senso ha? E’ uno spreco di risorse, inutile,

come inquinare, contaminare avvelenare  e poi curare i tumori, e poi piangere,

 per quello che più non c’è, che più non sarà.

Fermiamoci prima. La prego.

 

Anche quando i  trattori saranno elettrici, ( ora purtroppo abbiamo per forza a che fare col gasolio sempre più caro ) noi  ci alimenteremo sempre con prodotti dell’agricoltura,

possibilmente  italiani……possibilmente sani,  non con energia elettrica.

E visto che a tavola,  ancora ci piace bere un buon bicchiere di vino,

magari a lume di candela,

magari sotto le stelle

la saluto, invitandola ad essere primo cittadino di tutti, anche di se stesso e dei suoi discendenti,

dei suoi sogni.

buon amministratore del patrimonio di tutta l’umanità.

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