Giudiziaria Modica

Modica Bene, in appello assolti Drago, Torchi e tutti gli imputati

Con formula piena

Modica - Tutti assolti con formula piena gli 8 imputati nel procedimento noto alle cronache come “Modica bene” che avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. L’ha deciso la Corte d’Appello di Catania, 3^ sezione. Dovevano rispondere delle ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro.

È stata confermata, quindi, la sentenza assolutoria del Gup di Modica, che aveva assolto gli imputati “perché il fatto non sussiste”.  A essere assolti sono l’ex deputato regionale Giuseppe Drago, il fratello Carmelo, a suo tempo assessore al bilancio al Comune di Modica, l’allora sindaco Piero Torchi, Giorgio Aprile, Giancarlo Floriddia, Massimo La Pira, Vincenzo Pitino e Giovanni Vasile.

La sentenza, che accoglie in pieno la richiesta avanzata lo scorso 26 settembre dal procuratore generale in Corte d’Appello, e che è giunta ieri dopo le arringhe del Collegio difensivo, formato, tra gli altri, dagli avvocati Ignazio Galfo, Mario Caruso, Bartolo Iacono e Luigi Piccione, arriva solo adesso perché i giudici etnei avevano rinviato per attendere di potere esaminare le motivazioni per le quali la Corte suprema di Cassazione di Roma aveva annullato la sentenza di assoluzione di primo grado per gli altri imputati nel procedimento “Modica bene”, ossia gli 11 che hanno scelto il rito ordinario. Per loro è prevista la prima udienza al tribunale di Ragusa il prossimo 23 gennaio, visto che il processo riparte ex novo.

Gli 11 dell’ordinario sono i fratelli Bruno e Massimo Arrabito, Gabriele Giannone, Carlo Fiore e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria, e poi Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario Vasile, Vincenzo Leone e Giuseppe Piluso.

Era stato il procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, lo scorso mese di luglio, a impugnare le sentenze assolutorie, depositando il ricorso innanzi alla Corte di Cassazione di Roma avverso la sentenza di non luogo a procedere emessa al termine dell’udienza preliminare, e l’appello innanzi alla Corte d’Appello di Catania avverso la sentenza di assoluzione emessa al termine del giudizio abbreviato.