Sanità Modica

Due mesi di calvario per un’appendicite. La vicenda della bimba di Modica

Ha rischiato di morire

Modica - Due mesi di calvario per una bambina modicana di 8 anni a seguito di un’appendicectomia effettuata all’ospedale Maggiore di Modica. La bambina avrebbe rischiato di morire, ma fortunatamente oggi sta bene.

Tribolazioni e patimenti sono stati descritti in maniera circostanziata nella querela che la famiglia, che ha vissuto da vicino le sofferenze della piccola post intervento chirurgico, ha sporto alla Procura della Repubblica di Ragusa attraverso l’avvocato Giovanni Dipasquale contro chiunque abbia avuto a che fare con questa vicenda, a cominciare dai medici intervenuti. Sarà la magistratura a effettuare le relative indagini del caso e potrebbero già esserci dei nomi nel registro degli indagati.

I fatti risalgono allo scorso mese di settembre, quando i genitori, 40enni modicani - agente assicurativo lui e imprenditrice lei - si recarono con la figlia nel nosocomio modicano in quanto la bambina accusava forti dolori al fianco destro che si estendevano al ventre. Era mattina. La bambina fu sottoposta a intervento chirurgico nel pomeriggio. Nella querela si contestano proprio i lunghi tempi prima di effettuare l’operazione, e questo malgrado la diagnosi già effettuata di appendicite acuta e le ripetute sollecitazioni da parte dei genitori della bambina. A ogni modo, circa 8 ore dopo l’arrivo in ospedale, la bimba fu operata e le fu asportata l’appendice.

Ma, anziché lenirsi, il dolore presto si acuì. Sopravvenne anche la febbre e, stando alla querela, la bambina sarebbe stata dimessa dall’ospedale Maggiore malgrado la temperatura non fosse scesa e i dolori non fossero cessati.

Iniziò in quel momento il lungo calvario per la famiglia. La situazione apparve subito grave ai genitori che, su parere del loro pediatra di fiducia che visitò la bambina, la portarono a Catania.

Qui i sanitari che visitarono la paziente diagnosticarono una peritonite e un inizio di cancrena al torace nella ferita rimarginata male. Si rese, quindi, necessaria una tempestiva nuova operazione che fu effettuata dai chirurghi pediatrici del policlinico “Vittorio Emanuele”. La piccola paziente fu monitorata costantemente fino a quando non fu finalmente dichiarata fuori pericolo.

Le cose non furono certo tanto facili, visto che la bambina ha avuto una lunga degenza, nel corso della quale si è ridotta a pesare davvero poco per una bimba della sua età. E le conseguenze riguardano non solo la salute ma anche la vita stessa della piccola, che in questi due lunghi mesi non ha potuto frequentare le lezioni scolastiche, incontrare gli amici e fare quello che faceva prima di questa vicenda che oggi, fortunatamente, può raccontare come una brutta pagina della sua vita.

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Sarà adesso la magistratura, come anzidetto, a verificare, eventualmente attraverso l’acquisizione della cartella clinica, che è ancora in ospedale, e di altra documentazione, come siano andate realmente le cose e, laddove si accertino i fatti come sostenuti nella querela, da cosa si sia ingenerata la cancrena e gli eventuali responsabili di quanto accaduto.