Lettere in redazione Modica

Giovanni Migliore: i facili, e trionfali, entusiasmi di Abbate

Quanto è difficile programmare

Modica - Ad una settimana dalla costituzione ufficiale del NCD, Giovanni Migliore, promotore del movimento e già candidato sindaco alle ultime elezioni Amministrative sta lavorando all’organizzazione del partito in città, attraverso progetti  e programmi concreti per Modica avendo un occhio di riguardo particolare sull’operato dell’amministrazione comunale.

Sono trascorsi sei mesi dall’insediamento di questa amministrazione comunale e fino ad oggi, dichiara Giovanni Migliore, non ci siamo espressi sul suo operato lasciandola lavorare senza fare valutazioni politiche azzardate. Adesso, dopo il primo semestre di attività, è opportuno fare alcune valutazioni.

“In questi giorni mi ritornano in mente  i mesi di ott-nov-dic del 2012, le sedute del Consiglio Comunale, la drammaticità  di quei  giorni, quando non venivano pagati gli stipendi dei  dipendenti, dei netturbini, le spettanze ai fornitori e alle cooperative e non si  vedeva nessuna luce all’orizzonte. Ricordo, che ormai il Comune era pronto a dichiarare il dissesto. E’ stato il DL. 174 successivamente convertito in legge, a dare la possibilita’ agli Enti di utilizzare  lo strumento del Piano di Riequilibrio Pluriennale ed il Comune di Modica fu il primo ad adottarlo in provincia e credo anche in Sicilia, insieme ai Comuni di Messina e Catania.  Anche la scelta di non utilizzare la possibilità di avere delle anticipazioni attraverso il Fondo di rotazione, che avrebbe determinato per l’ente  tutti gli effetti previsti per i Comuni che dichiarano il dissesto, è  risultata esatta , infatti   nel corso dell’anno 2013 è stato varato il Dl. 35, che ha consentito al Comune di Modica di ottenere la somma di circa 40.274.000,00 euro, somma che è già stata interamente accreditata. Ricordo le sedute dei Consigli Comunali e i dibattiti rispetto alle scelte e agli indirizzi proposti dall’amministrazione Buscema , che  non  hanno ottenuto il mio voto favorevole,   ma che  oggi si stanno rilevando utili.

Va tuttavia  rilevato che questi primi 6 mesi dell’amministrazione Abbate,  si sono fortemente caratterizzati per il decisionismo e la voglia di fare. Certamente si stanno riscontrando i segnali positivi , infatti i dipendenti sono stati pagati, i fornitori altrettanto e così via. Leggo dalla stampa che finalmente si e’ saldato il debito con l’enel e credo anche quello con il Comune di Scicli e l’Ato.  Quindi  l’amministrazione Abbate in 6 mesi ha riportato il Comune di Modica , da una   tensione di cassa  che non  lasciava presagire nessuna possibilita’ di uscita dal disseto, ad una situazione di  stabilità. Ovviamente tutto ciò è riscontrabile ed è  sotto gli occhi di tutti e non  sarebbe corretto  oggi  specularci politicamente.

Tuttavia, considerato che gli organi preposti al controllo sono gli stessi è lecito  pensare che veramente il Comune con le scelte fatte dall’amministrazione Buscema e dal  precedente Consiglio Comunale stanno  permettendo  all’amministrazione Abbate di poter  realizzare le proprie politiche e le  promesse fatte in campagna elettorale. Considerando  le 2 facce della medaglia, da una parte  si percepisce positivamente   l’operato del Sindaco  e della sua squadra , dall’altra va detto che sembra quasi impossibile che in soli 6 mesi si sia passati dal dissesto ad un avanzo di quasi 8.000.000,00 di euro.

Alla luce di quest’ultima considerazione permettetemi di citare un aneddoto che calza a pennello riguardo l’attuale situazione:  In una citta lontana lontana c’era un’amministrazione che pagava tutti. Si spendeva prima di incassare. Alla fine della legislatura, la città era viva ma nel giro di tre mesi, ci si trovò con una tensione sociale altissima, aula  consiliare occupata scioperi e tumulti. In quella città ad un certo punto arrivarono tanti soldi. Questi nell’arco di sei mesi furono spesi tutti. La città diventò di nuovo viva. Per quanto tempo resterà viva? I soldi basteranno? Si ritornerà come una volta “uocci cini e manu vacanti?”

Questo per rimarcare il fatto che la situazione delicata dell’ente comunale richiede necessariamente, per la sua gestione, ponderazione e soprattutto buon senso come farebbe un buon padre di famiglia che nei momenti più complicati fa il possibile per tutelarla pensando al futuro che non deve essere compromesso da scelte allegre e poco  meditate; in questo caso il padre di famiglia è il sindaco e la famiglia siamo tutti noi cittadini che non accetteremmo paventati disastri finanziari per scelte non appropriate.

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Mi sembra invece opportuno segnalare e suggerire che l’Ente debba essere gestito ed amministrato con molta attenzione evitando facili entusiasmi e scelte che non tengano conto di una programmazione a medio e lungo termine.

Rimango comunque certo che gli organi istituzionali che partecipano ai controlli interni, cosi come previsto sia dall’art. 147 del Tuel che dall’art. 2 comma 5 del regolamento comunale adottato in data 23-apr.2013 con la delibera n.24, vigilino sul costante controllo degli equilibri finanziari della gestione di competenza, della gestione dei residui e della gestione di cassa”.