Giudiziaria Scicli

Albanese perseguitava 17enne sciclitana, chiedendo soldi a famiglia, condannato

A 2 anni e 8 mesi

Scicli - Dovrà scontare 2 anni e 8 mesi di reclusione, così come richiesto dal Pubblico ministero Gaetano Scollo, l’albanese Ergys Pjeci, 27 anni, colpevole di atti persecutori, porto abusivo di armi e tentata estorsione aggravata, reati commessi a Scicli.

Il giovane, che si trova già in carcere, da dove, dopo l’avvenuto arresto da parte dei militari dell’Arma di Scicli, non è più uscito, è stato condannato anche al risarcimento delle parti civili da liquidare in separata sede e a una provvisionale per le tre parti civili di un ammontare complessivo di 10mila euro. Lo ha deciso ieri pomeriggio il Collegio penale del tribunale di Ragusa (Antongiulio Maggiore presidente, Francesco Chiavegatti e Rada Scifo a latere).

Il giovane avrebbe iniziato con l’infastidire una ragazza di Scicli, figlia di una coppia di commercianti titolari di tre noti esercizi commerciali siti nelle città di Scicli e di Modica. Il suo comportamento creò disagi alla ragazza, che, addirittura, cambiò stile di vita nel tentativo di non incontrare il suo ‘persecutore’.

Questi, poco dopo, passò ad altro reato, in quanto prese di mira i genitori della giovane, avanzando nei loro confronti due richieste estorsive di denaro. La prima ammontava a mezzo milione di euro in contanti e la seconda a 400mila euro, sotto la minaccia che, se non gli avessero consegnato la somma richiesta, sarebbero loro accaduti fatti spiacevoli. Nel procedimento si erano costituiti parte civile la stessa vittima degli atti persecutori e i suoi genitori V.I. e V.A.

L’incontro e il riconoscimento da parte delle vittime, nei confronti del Pjeci, contro cui in tutto sporsero tre denunce, avvenne in caserma a Scicli, dove il 27enne era stato tradotto dai carabinieri perché trovato nel centro abitato della città privo di documenti d’identità. Mentre Pjeci si trovava in caserma giunsero i genitori della ragazza, che avevano sporto denuncia contro di lui il giorno prima. 

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