Scuola Modica

Non piace il dimensionamento scolastico ai sindacati modicani

Parla Adriano Rizza

Modica - La Flc Cgil e la Cgil di Ragusa prendono le distanze dalle proposte di dimensionamento scolastico che prevedono l’accorpamento, l’aggregazione o la fusione di istituzioni scolastiche in provincia. Rispondono così i sindacati alla nuova geografia scolastica a Modica decisa dall’Amministrazione che individua 5 aree escludendo due scuole.

“Recuperare le istituzioni scolastiche sottodimensionate, dimensionandole opportunamente e, per quanto possibile, non alterando l’attuale assetto della rete scolastica”. “È questo – informa il segretario provinciale della Flc Cgil di Ragusa, Adriano Rizza – quanto afferma la nota ministeriale n. 2828 emanata dal Miur lo scorso 20 dicembre, dalla quale si evince che per il prossimo anno scolastico non verranno modificati i parametri di riferimento per il dimensionamento scolastico”.

Già nell’incontro svoltosi tra il Comune e i sindacati, Rizza aveva manifestato perplessità sulla proposta dell’assessore alla P.I., Orazio Di Giacomo, in quanto mancava ancora la norma di riferimento nazionale che il Miur avrebbe reso nota da lì a poco, accettando con riserva il piano di dimensionamento. “La Flc Cgil – dice Rizza - è perfettamente consapevole della necessità di rivedere alcuni accorpamenti che lo scorso febbraio l’Ufficio scolastico e l’Assessorato regionale hanno imposto con l’unico scopo di eliminare le reggenze in applicazione della spending review. Riteniamo che sia necessario anche rivisitare il dimensionamento delle scuole di II grado di Modica”.

Rizza e Salvatore Brullo, tra l’altro, al tavolo tecnico tenutosi a Palermo, avevano presentato delle controproposte per rendere “più razionale e logico” l’accorpamento della “De Amicis” con la “C. Amore” di Modica e il II Circolo didattico di Scicli con l’“E. Vittorini” di Donnalucata. “Ma le proposte – dice la Flc Cgil - sono state rigettate con la falsa promessa che da lì a breve sarebbero iniziati nuovi incontri per correggere eventuali imperfezioni”. “Le scuole della provincia – conclude Rizza - hanno già subito la soppressione di 21 scuole negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013 passando da 79 a 58, con tutte le pesanti e disastrose conseguenze del caso che hanno provocato la perdita del posto di lavoro di numerose persone”.

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