Attualità Ragusa

Vivere la vita, a Ragusa, da immigrati

Richiedenti asilo

Ragusa - Un pomeriggio per incontrarsi, discutere, raccontarsi e intessere nuove amicizie attorno ad una tavola imbandita. Le beneficiarie e i loro figli, ospiti del progetto appartenente al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati “Vivere la vita” del Comune di Ragusa, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, hanno incontrato le volontarie dell’associazione “Il filo di seta” e “Auser” di Vittoria. Realtà che, a diverso titolo, si occupano di salvaguardare la dignità delle donne e prevenire qualunque fenomeno di discriminazione e violenza.
“Per le ospiti dei nostri progetti del Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo – afferma Tonino Solarino, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – è molto importante vivere momenti di confronto con associazioni e persone del territorio. Rappresenta per tutti una concreta opportunità di integrazione e di crescita. Anche attraverso simili momenti di socialità si contribuisce a creare una comunità accogliente non solo a parole, ma nei fatti”.
Il pomeriggio trascorso presso la sede del progetto “Vivere la vita”, nel cuore della città di Ragusa, ha previsto anche un momento di doni per i piccoli ospiti presenti nella struttura, ed uno scambio all’insegna della cucina interetnica, a base di Injera, ravioli di ricotta, biscotti e riso.
“Operiamo come volontarie – affermano Rosa Perupato e Nella La Cava, presidentesse de “Il Filo di Seta” e di “Auser” – per offrire vicinanza e una consulenza completa alle donne che vivono nel nostro territorio. Ogni anno, nella settimana della donna, vogliamo incontrare persone di altre etnie per ascoltare le loro storie e provare a sostenerle nel difficile cammino di integrazione”.

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