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Il Ciaone di Carbone? Colpa di Caterina Guzzanti

Confusi e Felici. O solo confusi

Correva il 2014 e nelle sale cinematografiche arrivò “Confusi e Felici”, una classica commedia italiana in cui uno strizzacervelli in crisi esistenziale, interpretato da Claudio Bisio, viene aiutato a ritrovare la verve e la passione per il suo lavoro dai suoi pazienti, uno più fuori di melone dell’altro: uno spacciatore affetto da attacchi di panico, Nazareno, un quarantenne mammome cronico, Pasquale, una ninfomane decisamente invadente, Vitaliana,  una coppia in crisi sessuale, Enrico e Betta e Michelangelo, telecronista in crisi per il tradimento della moglie. La coppia in crisi sessuale era esilarante: Betta, interpretata da Caterina Guzzanti, era un capolavoro del trash romanesco, una burina che cercava in tutti i modi di far tornare dal regno dei morti il marito schiavo della tecnologia. E ad un certo punto, durante il colloquio con lo sprezzante psichiatra, lei pronuncia la parola che tante polemiche ha creato in questi giorni: “Ciaone”. Riferendosi, però, alle mancanze del coniuge quasi estinto. Si sarà ispirato a lei il deputato dem Ernesto Carbone all’indomani della mancato raggiungimento del quorum? Ma a differenza di Betta-Caterina Guzzanti, il cui “Ciaone” era rivolto alle mancate prestazioni sessuali del marito, quello di Carbone non si è capito bene a chi fosse rivolto. Perché il twittato e poi vituperato “Ciaone” , che ha scatenato polemiche feroci, poteva essere o per coloro che sono andati a votare ma che hanno dovuto accontentarsi di una sconfitta a tavolino, oppure (come poi ha dichiarato), “Per chi ha promosso una consultazione inutile”. Peccato che Carbone dimentichi che 7 delle 9 Regioni che hanno promosso il referendum siano del PD.

Ernesto Carbone, un personaggio involontariamente trash, per questo comico. Ma mai quanto Betta alle prese con un marito disinteressato al sesso.