Lettere in redazione Scicli

Mario La Rocca: nella mia Macondo aspettiamo gli zingari

Riceviamo e pubblichiamo

Scicli - Dopo che la Compagnia dei Bananieri aveva lasciato Macondo, i Buendììa si organizzavano per riprendere il potere nella città provata dal torchio del rigore.
José Arcadio Buendììà era un gallo che, tolte le unghie dell’aggressività, aveva indossato i panni gentili del pavone, in mezzo a galline che accarezzavano le loro piume, in un crescendo di “Mi Piace” reciproci, mentre un gallo vanesio razzolava tra il fango, beccando a destra e a manca e recriminando sul concime altrui.
I figli del colonnello Aureliano, con le paterne foto ingiallite alle spalle, davano l’incipit inglese alla campagna elettorale, memori di agiatezze e fasti familiari minacciati dalla modernità, mentre un mediorientale Omar li apostrofava come colonnelli mancati.
Macondo assisteva sorniona e annoiata, aspettando che gli zingari portassero infine il circo, spettacolo più consono ai tempi e ai gusti di una comunità stanca, delusa.