Attualità Scicli

Scicli, senza sindaco né Consiglio: dobbiamo votare per forza?

Il reportage di Mario Barresi su La Sicilia

Scicli - In città cresce il partito del paradosso: "Con il commissariamento le cose sono andate meglio, boom del turismo e i giovani non emigrano più". La Grande Bellezza dei luoghi e delle anime ha vinto sulla Piccola Bruttezza del palazzo e dei politicanti? Una poltrona per cinque. Fra tanti proclami, alcuni veleni e qualche sbadiglio. E quella domanda che risuona sotto la chiesa di San Matteo: «Ma si deve andare a votare per forza?». 

È il mistero buffo che aleggia sulla celeberrima scrivania del Comune sciolto per mafia. Perché qui la stanza del Montalbano televisivo, prima di essere attrazione acchiappa-selfie, è l'ufficio del sindaco. Nel quale, da oltre un anno e mezzo, non c'è più un sindaco. E il tavolo con vista sul Barocco più incantato di Sicilia (quello che «ti fa ciao» secondo un video diventato virale sul web) è occupato da una terna prefettizia: Tania Giallongo, Antonietta D'Aquino e Gaetano D'Erba. Dallo straordinario commissario di Vigàta ai commissari straordinari del Viminale. Senza più politici.

L'eredità è pesante. Anche perché, nonostante la gradita cura commissariale, restano tanti problemi. I principali: una voragine di bilancio (in pre-dissesto, con oltre una decina di milioni di debiti fuori bilancio), il degrado del quartiere popolare Iungi e delle borgate a mare. Ma la cosa che stupisce di più è che a Scicli non si disperano per la vacatio di democrazia. Anzi, in molti vorrebbero mantenere questa felice congiuntura astrale.

Il reportage di Mario Barresi su La Sicilia di oggi, che ha determinato un terremoto politico in città. 

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