Attualità Ragusa

Quel Bravo Ragazzo. Un film che ha una sua dignità

Girato in provincia

Ragusa – E’ uscito due giorni fa l’attesissimo film con Herbert Ballerina “Quel Bravo Ragazzo”, diretto da Enrico Lando, distribuito da Medusa e prodotto dalla Lotus Film. Il film è ambientato interamente in provincia di Ragusa: Chiaramonte Gulfi, Marina di Ragusa, Scicli, Scoglitti e sono state utilizzate tantissime comparse del posto. Oltre ad Herbert Ballerina, anche Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta, Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano nel ruolo del boss Don Ferdinando e Daniela Virgilito.

Della squadra di Maccio Capatonda, invece, comparsa di Ivo Avido nel ruolo di un pedante vigile urbano e di Capatonda stesso, che interpreta un fantastico prete di paese. Il film si colloca all’interno del filone comico-demenziale e la trama è abbastanza semplice: Herbert Ballerina (Leone), diventa improvvisamente boss di una famiglia mafiosa per volere del defunto padre (Burruano). Ma Leone è un puro che ha vissuto tutta la vita in orfanotrofio: di professione chierichetto, adora i bambini e ama fare le imitazioni di rumori e versi d’animali.

Naturalmente, il fatto di essere diventato il capo di una cosca mafiosa darà vita ad una serie di gag, anche nonsense, fino all’happy end. Nonostante la trama sia lineare e il film si colloca in un genere d’appartenenza molto leggero, Quel Bravo Ragazzo ha una sua dignità: non è il classico film acchiappa-soldi al botteghino e la trama è strutturata molto bene. Tantissimi i riferimenti al Johnny Stecchino di Benigni, a cui sembra rendere un vero omaggio, e strepitose alcune comparse. Una menzione particolare va al piccolo Ivan La Porta, bambino chiaramontano che ha davvero recitato nel film con credibilità.  

Tantissime le scene ambientate a Chiaramonte, soprattutto nel quartiere San Giovanni, ma anche a Villa Fegotto e in pineta. Le scene al mare, invece, sono state ambientate a Marina di Ragusa. La strada per arrivare alla villa del boss, invece, è a Scoglitti. Un film, dunque, che vale la pena andare a vedere e che ci piace, soprattutto, perché dentro c’è tanta gente che conosciamo. Inutile negarlo.