Economia Viaggi e costo dei biglietti

Biglietti aerei, da tablet o dal centro città costano di più

Biglietti aerei. Il volo costa di più se si acquista con il tablet e dal centro città. Ecco l'algoritmo con cui le compagnie aeree personalizzano le tariffe.

Biglietti aerei. Partenza il 6 novembre per New York, ritorno otto giorni dopo: 382 euro, tasse incluse, calcola l’app sul telefonino mentre la metropolitana è ferma in una zona periferica di Milano. Pochi minuti dopo si tenta l’acquisto, stavolta dal computer di lavoro, in pieno centro: 421 euro per lo stesso volo, la stessa classe.
L’algoritmo del vettore ha fatto un’analisi: ha notato che il viaggiatore, una volta davanti alla scrivania, si trova in un’area dove il reddito medio è elevato — il centro città — e gli orari sono quelli di ufficio, quindi magari la trasferta è per motivi professionali e a pagare sarebbe l’azienda.
L’ambito è l’«airline revenue management». Tradotto in modo esplicito: dimmi dove ti colleghi, quando e con quale dispositivo così potrò stabilire il prezzo massimo che riesco a farti pagare. Il tutto grazie ai big data, l’ammasso di informazioni digitali raccolte da ogni tipo di fonte possibile e incrociati tra loro.  

La geolocalizzazione dell’utente è una delle voci più importanti: questo tipo di algoritmo, infatti, è così sofisticato che riesce a differenziare il prezzo per l’utente incrociando i dati del suo posizionamento — in centro o in periferia, in città o in campagna, al Nord o al Sud — con le fasce di reddito relative di ogni area. Il dispositivo elettronico è un’altra variabile rilevante: su tablet e smartphone compare un prezzo diverso — di solito più elevato, a parità di località — rispetto al computer. Così come influisce sul costo finale anche il sistema operativo: iOs, di Apple, è considerata appannaggio della fascia medio-alta di una popolazione a differenza di Android, che verrebbe utilizzato di più da chi ha una capacità di spesa inferiore. Poi c’è la questione tempo. Le prenotazioni nei primi cinque giorni della settimana tendono a vedersela con tariffe più elevate: l’algoritmo ipotizza si tratti di trasferta di lavoro. Da venerdì sera a domenica sera la media si abbassa: l’incrocio dei big data immagina che si tratti di un viaggio di piacere o di un’esigenza famigliare.

Ufficialmente i vettori, grandi e piccoli, smentiscono. Ufficiosamente diversi di loro decidono i prezzi usando i big data per massimizzare il profitto all’interno di una stessa classe di volo.

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