Appuntamenti Vittoria

Presentato il Vittoria Peace Film Fest

Il Cinema d’Arte come strumento di solidarietà e di pace nel Mediterraneo

Vittoria - Il Cinema d’Arte come strumento di solidarietà e di pace nel Mediterraneo. Il V Vittoria Peace Film Fest e il XIX VideoLab Film Festival si tengono, in contemporanea, dall'11 al 15 dicembre 2017, alla Multisala Golden di Vittoria. Il connubio dei due festival nasce dall'idea condivisa di mostrare il Cinema del Reale, attraverso uno sguardo indipendente e un linguaggio autoriale.
La proiezione dei lungometraggi e dei documentari è curata dal Vittoria Peace Film Fest. La visione dei cortometraggi è opera del VideoLab Film Festival.

Stamattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei due festival. In una Sala 2 del Golden gremita di studenti dell’Istituto di istruzione superiore vittoriese "Giuseppe Mazzini".
Hanno partecipato all’incontro l’assessore ai Servizi Sociali di Vittoria Gianluca Occhipinti, i direttori artistici del Vittoria Peace Film Fest Giuseppe Gambina e Luca Gambina, il direttore artistico del VideoLab Film Festival Andrea Di Falco.
Secondo Occhipinti, «Vittoria è da tempo abituata all’accoglienza, alla pacifica convivenza e all’integrazione tra i popoli. Nella nostra città, migliaia di migranti provenienti dal Maghreb e dall’Est Europa hanno trovato una casa, un lavoro, una possibilità di riscatto e una vita serena per sé e per i loro figli. Qui hanno messo radici donne e uomini fuggiti dalla povertà e dall’assenza di prospettive, recuperando dignità e fiducia. Per queste ragioni, i due festival rappresentano un importante momento di confronto e di crescita per la nostra comunità».
Per Giuseppe Gambina e Luca Gambina, «è un piacere, oltre che un onore condividere le esperienze dei due festival. Il lungo sodalizio artistico che ci unisce è stato sempre stato caratterizzato da lealtà, amicizia e rispetto. Per il Vittoria Peace Film Fest la presenza del VideoLab Film Festival è un valore aggiunto».
Andrea Di Falco ringrazia «Giuseppe Gambina, Luca Gambina e Antonella Giardina che hanno sostenuto l’idea di un’organizzazione congiunta del VideoLab Film Festival e del Vittoria Peace Film Fest. È la conferma della nostra lunga amicizia e della proficua collaborazione di questi anni. La breve pausa di riflessione del VideoLab Film Festival si è conclusa. Con mio grande dolore, la tradizionale edizione estiva, per la prima volta dal 1999, era stata rinviata, per problemi logistico-organizzativi. Ma adesso abbiamo delle nuove date e una nuova, prestigiosa, casa».

I due direttori artistici del Vittoria Peace Film Fest sottolineano che «la quinta edizione del Festival del cinema della pace apre finestre su nuovi scenari, cercando di cogliere i fermenti culturali e le problematiche della contemporaneità. Dopo aver dedicato la precedente edizione agli homeless, il festival quest’anno porta sul grande schermo i Rom, e in particolare i camminanti, da tempo all’attenzione degli antropologi. Ma è ai rifugiati politici e ai migranti che il festival, sin dalla prima edizione, ha sempre riservato uno spazio speciale, grazie anche alla collaborazione avviata da anni con l’Amministrazione Comunale vittoriese, con lo Sprar e con le realtà del territorio ad esso afferenti. Sono numerosi i film e gli autori che il festival intende omaggiare. Pasquale Scimeca mostrerà, in anteprima siciliana, Balon, un film dedicato a tutti i bambini e alle bambine che sono morti nel Mediterraneo. Prodotto da Arbash, con la collaborazione di Rai Cinema, non è un lungometraggio sull’emigrazione, bensì sull’Africa, il continente che tanti sono disposti a lasciare a rischio della propria vita. Il documentario sul buddismo, il film del maestro Olmi sul cardinale Martini e il documentario di Roland Seiko sul Papa nell’Albania post-comunismo diventano occasioni di confronto sui temi della dottrina sociale della Chiesa cattolica e sul concetto di pace, inteso anche in maniera positiva e non solo come assenza di guerre e di violenze. Alle marce della pace è dedicato un incontro. Mentre, l’ospite d’onore del festival, il regista Maurizio Nichetti, parlerà dell’importanza di una cinematografia che, attraverso la bellezza delle immagini, evochi la pace. Il Vittoria Peace Film Fest quest’anno si caratterizza per un rapporto ancora più proficuo con gli studenti delle scuole superiori. Da menzionare anche la prestigiosa collaborazione con il Corso di Scienze per la Pace dell’Università di Pisa. L’augurio è che questo festival possa, anche se in minima parte, contribuire alla costruzione della cultura della pace, attraverso una cinematografia che veicoli valori e promuova i diritti umani e dell’ambiente».
Di Falco annuncia che «il XIX VideoLab Film Festival è dedicato a tutti i migranti, vittime del genocidio consumato in questi anni nel Mare Nostrum. Nel ventennale della fondazione di Laboratorio 451, l'associazione che organizza il Festival, il VideoLab rivendica, con coerenza, la propria identità mediterranea. E si rivolge, soprattutto, agli autori di cinema che si occupano di finzione e di documentazione, con particolare riferimento ai film brevi di forte impatto narrativo. Su quasi quattrocento corti del Nord e del Sud del mondo giunti al VideoLab ne sono stati selezionati diciotto. Compongono la sezione dei Cortometraggi Mediterranei. Ma il VideoLab vuole omaggiare, ancora una volta, un Autore Totale del cinema contemporaneo. Per l’apertura della sua diciannovesima edizione, il festival è felice di dedicare una seconda retrospettiva, dopo quella del 2009, allo Sguardo Visionario di Maurizio Nichetti, Maestro del Cinema d’Arte. Il VideoLab Film Festival, in questa edizione ricca di nuovi sguardi, accoglie, nella sezione OltreCinema, L'ultimo Enea?, una narrazione tra immagini e parole sul mito e sul dramma della migrazione, firmata dal regista Manuel Giliberti e dallo scrittore Gian Paolo Renello. Le voci recitanti sono opera degli attori Deborah Lentini e Davide Sbrogiò. Ma la sezione OltreCinema, ospita anche la musica. Infatti, viene mostrato il videoclip della canzone Amara terra. Il brano, scritto, musicato e cantato in dialetto siciliano dal cantautore Lillo Puccio, narra dei viaggi della speranza nel nostro mare».

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