Attualità Chiaramonte Gulfi

Non è un paese per giovani. Chiaramonte e il blocco psicologico

"Fino a qualche anno fa, lungo la scalinata dell’arco dell’Annunziata, vi erano circa 200 persone che avevano realizzato il presepe vivente. Quest’anno, vi sono solo delle graziose sagome di cartone”.

Chiaramonte Gulfi - Che fine ha fatto la consulta giovanile che tanto aveva dato alla città di Chiaramonte Gulfi? Una domanda a cui non è stato facile rispondere.  Fino allo scorso anno la consulta giovanile aveva partecipato alla realizzazione di molti spettacoli e progetti, coinvolgendo principalmente ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Al suo interno vi erano rappresentate molte associazioni cittadine (una quindicina), e il suo organo principale era il direttivo, presieduto da Francesco Scollo. Spesso criticata per la sua vicinanza all’ex amministrazione Fornaro (ma d’altra parte, essendo un organo comunale, a chi poteva essere vicino?), questo gruppo di giovani nel bene e nel male aveva rappresentato l’ala più fresca e vitale della città.

Si potevano criticare gli spettacoli della consulta perchè, tanto per citare un vecchio detto, non tutte le ciambelle possono riuscire col buco, ma una cosa era certa: al di là del personale credo politico, non hanno mai escluso nessuno e al loro interno vi erano realtà di tutti i tipi e di tutti i colori. Di questo, bisogna dare atto.
Abbiamo incontrato l’attuale presidente Francesco Scollo che ha deciso di rilasciarci un’intervista. La consulta, in realtà, esiste ancora. Solo che, a quando ci spiega Scollo, è stata sostanzialmente accantonata, depauperata di tutto.

Francesco, la prima domanda è quasi un obbligo. Che cos’è rimasto?
“Fino a qualche anno fa, lungo la scalinata dell’arco dell’Annunziata, vi erano circa 200 persone che avevano realizzato il presepe vivente. Quest’anno, vi sono solo delle graziose sagome di cartone”.
Ma esiste ancora la consulta?
“La consulta c’è però è da quattro mesi che aspettiamo un nuovo incontro che il sindaco ci aveva promesso”.

Ci puoi raccontare che cosa è accaduto in questi mesi?
“Dopo aver chiesto un incontro all’assessore Veronica Sammatrice e tutta la querelle che ne derivò, siamo riusciti ad incontrarci col sindaco il 18 agosto. Ci è stato fatto capire che avevamo sbagliato a contattare direttamente l’assessore alle politiche giovanili, dovevamo prima passare dal sindaco. La mia idea originaria era quella di incontrare l’assessore alle politiche giovanili e di creare una strada di dialogo, ma quest’operazione non è riuscita. Allora, abbiamo fatto una richiesta ufficiale, inviando una richiesta tramite regolare protocollo a tutti i consiglieri comunali, oltre all’assessore. Ci è stato detto che questa comunicazione non è mai arrivata. Mi ricordo che eravamo intorno a metà luglio e c’erano più di 20 ragazzi che aspettavano quell’incontro a cui nessuno dell’amministrazione ha partecipato. Comunque, abbiamo deciso di chiedere un incontro direttamente al sindaco e il 18 agosto abbiamo fatto una bella chiacchierata, dove si è parlato di tutto e di niente. Mi ha subito detto di essere risentito con me perché avevo fatto un post sulla mia bacheca in cui dicevo, in modo molto ironico, che mi dispiaceva per il gran galà di Ferragosto: da chiaramontano, immaginavo Bufalino che dopo 60 anni si presentava a quella festa e non poteva partecipare. Ho subito detto che nonostante fosse il 18 agosto c’era ancora tempo per poter organizzare Zuppà e che la consulta era a disposizione. Mi è stato detto, testualmente, che quella era una settimana particolare, in cui aveva in animo di organizzare il Gir’Olio, poi mai fatto. Inoltre, ci è stato detto, testualmente, che aveva nei nostri confronti un blocco psicologico”.

Com’è finita?
“E’ finita che ovviamente non si è fatto nulla, Zuppà è andata nel dimenticatoio e chi voleva instaurare un dialogo si è trovato messo alla porta, anche se ci è stato detto che ci avrebbe dato una risposta dopo aver studiato le carte. Quella risposta non è mai arrivata. In fondo, gli avevamo chiesto una collaborazione”.
La consulta esiste ancora?
“Il mio mandato scade a maggio e non vorrei essere l’ultimo presidente della consulta giovani. Vorrei che ci fosse una continuità. Il presidente, per statuto, deve avere massimo 30 anni e se per farla andare avanti devo dimettermi, sono disposto a farlo e a non fare più parte del direttivo. Anzi, mi auguro proprio che ci siano altre persone perché non è giusto che la consulta, da quando si è insediata la nuova amministrazione, non abbia fatto nessuna attività. Chiediamo ancora un dialogo, perché la consulta può ancora essere utile a questo paese e può fare anche altro, non dobbiamo per forza fare delle attività”.

Come giudichi le attività che si sono svolte a Chiaramonte in questi mesi?
“Noi non conosciamo la volontà politica di questa amministrazione. Però mi chiedo: i giovani, che politiche giovanili hanno creato? Cosa hanno fatto in questi mesi? Gli eventi estivi, certo, sono stati fatti. Però faccio un esempio: è stato realizzato il Sicily Sound Festival che era una copia di Zuppà, è costato 9 mila euro per una sera quando noi impiegavamo la stessa cifra per tre giornate e coinvolgendo tantissimi giovani del paese, perché dietro Zuppà c’erano circa 15 associazioni”.
Cos’è mancato secondo te in questi mesi?
“E’ mancata la rete. Puoi anche spendere un sacco di soldi per un evento, ma se non c’è coinvolgimento della città, saranno sempre eventi a metà. Manca una programmazione seria sui social, ad esempio, ci si limitano alle locandine. Manca un grafico, manca l’aggiornamento della pagina facebook del Comune e manca la pubblicità. I giovani non possono sentirsi valorizzati solo per i 150 euro del premio Serafino Amabile Guastella. I giovani vogliono e devono collaborare. Mi rivolgo al sindaco e aspetto una risposta. Spero ci dica una data, in via informale o formale, come preferisce, in cui ci possa dare una data per un incontro con tutte le associazioni. I giovani possono ancora dire la loro”.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1543747182-3-nifosi.jpg