Cultura Bagheria

Il diario inconsapevole di Peppuccio Tornatore

E il diario, consapevole, di Martina Giannone, con Peppuccio

Bagheria - Si è tenuto lo scorso 27 dicembre a Bagheria uno speciale incontro con il regista premio Oscar Giuseppe -o come lui ama chiamarsi “Peppuccio”- Tornatore.
Il regista tornare come consuetudine a casa per le festività, ha voluto concedere alla sua amata città Bagheria l’ultimo saluto del 2017.
L’incontro si è tenuto al “Super Cinema” di Bagheria, per intenderci il famoso “Cinema Paradiso” del regista e per i suoi fan più sfegatati, il cinema che si vede in una delle ultime scene di Baaria (2009) quando il padre Peppino porta il figlio più piccolo a vedere per la prima volta un film.

Peppuccio presenta quindi tra amici e volti familiari il suo libro, “Diario inconsapevole”, presentando e raccontando aneddoti e pensieri personali.
Ci rivela inizialmente la scelta di questo nome “inconsapevole”, dicendo che non è, come sospettano in molto, un titolo dettato dalla sua modestia, ma più che altro un titolo da prendere nel senso letterario del termine inconsapevole, poichè dopo innumerevoli pressioni da parte di autori letterari, Peppuccio, non avendo tempo di scrivere un libro di memorie, ha deciso di raccogliere tutti quelli che lui chiama i suoi “appunti” (pensieri, lettere di ringraziamenti, prefazioni per alcune interviste ecc.) e darli al suo autore che poi ha unito e creato questo “Diario inconsapevole” (ci svela che in realtà gli appunti erano molti di più di quelli che effettivamente hanno pubblicato).

Per la successiva ora di discussione, a Peppuccio viene chiesto di parlare dei capitoli più salienti del suo Diario. Per esempio, gli viene chiesto del suo viaggio in Siberia dove fa da reporter e lui ridendo dice che per lui è stata una vacanza, un posto bellissimo che pur avendolo messo a dura prova come fotografo, poichè a causa delle basse temperature spesso le macchiette si congelavano, ha sempre desiderato tornarci per poter girare magari qualche film.
Si passa poi al tema preferito dai Bagheresi (o Baarioti, come vedremo in seguito), ovvero l'amore per il suo paese natio. Infatti, nel libro troverete un intero capitolo dedicato solo a Bagheria. In sala così tutti si commuovono alle parole del regista che si dice felice della sua scelta di partire e non pentito, ma amareggiato perchè torna sempre meno in questo posto che lui ha amato e che ogni volta si sembra sempre più vuoto e diverso. Aggiunge inoltre che sarebbe uno stupido a suggerire ai ragazzi di andarsene , perchè “andare a Roma oggi è diverso da allora, l’importante è seguire il proprio destino e se il vostro destino vi porta lontano da Bagheria, allora non potete tirarvi indietro”.

La sala si diverte quando in fine si toccano temi più delicati ,come il ricordo di suo padre. “Mio padre era un sindacalista comunista, che però non aveva paura di ciò che pensava. Se un suo avversario diceva una cosa giusta, lui gli dava ragione. Era un uomo che non ha mia amato le scorciatoie. Sarà anche per questo che rimane tutt’oggi il mio eroe”. Commovente e divertente il ricordo del padre, soprattutto dopo l’aneddoto dell’intervista con Mastroianni. Peppuccio ci racconta che, andato in Francia per la premiere francese del suo film, aveva un calendario pieno di impegni e così non era riuscito a fare in tempo per l’ultima intervista della giornata. Non appena arrivato in Hotel, raccontò che lui e Mastroianni avevano avuto l’idea di far passare suo padre per lui e l’indomani l’articolo diceva “ Ieri ho avuto l’onore di incontrare Giuseppe Tornatore, un regista sulla sessantina...” quando ancora Peppuccio era trentenne. Lascio a voi le risate. Peppuccio ci parla anche nel suo libro “degli altri”, ovvero delle comparse, dei fotografi di scena, di tutti quelli che sembrerebbero inutili per un film. Lui ci rivela che in realtà fanno il lavoro più duro e che stima molto loro per la scelta lavorativa e il coraggio.
Una serata diversa che ha lasciato qualcosa dentro ognuno dei presenti. Peppuccio si è dimostrato un uomo umile, saggio e simpatico.
Non vediamo l’ora che ci sveli il suo prossimo progetto.

Nella foto, Peppuccio Tornatore e Martina Giannone

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