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Una Docu-Fiction su Sarah Scazzi: ne faranno anche una su Lorys?

Andata in onda ieri sera

E’ andata in onda ieri sera la prima puntata della nuova stagione de “Il terzo indizio”, spin-off del più celebre “Quarto Grado”, condotto da Barbara De Rossi, reduce dei successi su Rai 3 con “Amore Criminale”. La prima puntata di ieri sera è stata dedicata a un caso di cronaca che ha davvero appassionato l’Italia: il caso Sarah Scazzi, la ragazzina di 15 anni scomparsa da Avetrana, in Puglia, il 26 agosto 2010.

Secondo quanto stabilito dai giudici (la sentenza è ormai definitiva), ad uccidere la ragazza è stata la cugina, Sabrina Misseri, aiutata dalla madre Cosima. Il taglio di questo programma, arrivato alla terza edizione, è particolare: al posto delle classiche ricostruzioni giornalistiche, è stata girata una vera e propria docu-fiction, basata solo sulla verità processuale che è emersa. Non è certo la prima volta che si girano documentari e fiction su casi celebri di cronaca nera ed è facile prevedere che prima o poi ne sarà girata anche una sul caso del piccolo Lorys Stival, il delitto di Santa Croce Camerina, anche se la nostra resta una mera supposizione.

La fiction sul caso di Sarah Scazzi è accompagnata da interviste esclusive: alla madre Concetta, al fratello Claudio, agli avvocati di difesa e parte civile. Al di là della verità giudiziaria (secondo cui la piccola Sarah venne uccisa per gelosia della cugina, o meglio perché avrebbe raccontato in giro particolari intimi sulla sua relazione con un giovane del posto, Ivano Russo), resta da fare qualche riflessione sulla famiglia. In questo senso, il caso di Avetrana è emblematico. Ci si stupisce sempre di come i delitti più efferati avvengano fra le mura domestiche: è raro, infatti, che le vittime di assassini siano degli sconosciuti.

Evidentemente i nostri sentimenti più intensi, che siano di amore o di odio, nascono e si nutrono soprattutto all’interno del nucleo familiare. Per dirlo con una battuta: è più pericoloso attraversare il corridoio di casa propria di notte che una strada isolata in città. La penna di Thomas Harris, che ha creato e donato all’immortalità letteraria il personaggio di Hannibal Lecter, ha fatto dire al suo personaggio una grande verità: cosa fanno i nostri occhi? Desiderano. E cosa desiderano? Ciò che sta intorno a noi.

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